Un libro imperdibile per capire perché l'Italia è il Paese che è diventato
Di Gabriella Grasso
Cinquantaquattro donne provenienti da ventinove Paesi. Rumene, senegalesi, brasiliane, siriane, spagnole, guatemalteche, ruandesi… e anche italiane, sì. I confini geografici si perdono in questo caleidoscopio letterario che è la raccolta Duemiladieci dei racconti di Lingua Madre, concorso letterario in lingua italiana aperto alle donne straniere che risiedono nel nostro Paese, e alle italiane che vogliano raccontare “le altre”. Il filo ideale che lega questa narrazione corale è proprio l’Italia: il luogo che, bene o male che sia, accoglie tante vite e le storie che ci sono dietro. Basta aprirlo, questo libro, per iniziare un viaggio. E passare, nel giro di poche pagine, dal Senegal rurale all’Albania dell’epoca sovietica, da una spiaggia deserta del Mozambico a un teatro dell’Iran, fino al cortile della questura di Treviso, protagonista di "Il luogo dei confini", il racconto dell’albanese Kamela Guza che si è classificato primo. Alcuni racconti sono più “letterari”, altri sembrano quasi pagine di un diario. Tutti penetrano un universo femminile che parla ovunque la stessa lingua: quella della maternità, del cibo, dell’accudimento, della solidarietà, della ricerca dell’amore e della propria identità. C’è un senso di speranza anche nel dolore e nello spaesamento, come nel racconto "Vivere in Italia!" dell’indiana Vaishali Shivling Raokhande che si conclude con queste parole: "Io fatico ancora ad accettare la solitudine, le differenze culturali, ma cerco di guardare alle parti buone della mia vita… Continuando a cercare il mio piccolo angolo sotto il cielo italiano!". O in quello, bellissimo, della croata Monica Vodarich, "Florence e il suo mondo parallelo", terzo classificato, in cui l’autrice scrive: "Accogliere un clandestino e riuscire ad ascoltarlo senza paura è la più grande dimostrazione di civiltà che possa essere concepita dall’uomo e lo rende maggiormente degno di rispetto di quanto potrà mai fare qualsiasi opera dell’intelletto". È proprio questo “ascolto” uno dei punti centrali dell’iniziativa. "Si tende a dare alle immigrate, giustamente, cose concrete: casa, lavoro. Magari anche cultura. Ma si pensa sempre a offrire qualcosa: difficilmente si pensa che loro stesse possano essere fornitrici di cultura. Lingua Madre vuole essere uno spazio di scambio e di arricchimento sia per chi racconta, sia per chi ascolta", dice Daniela Finocchi, ideatrice del concorso. Per il 2010 sono arrivati più di 260 racconti. Per il prossimo volume si è già al lavoro: i racconti posso essere inviati entro il 31 dicembre. Tutte le informazioni sono sul sito: www.concorsolinguamadre.it.
Impressionante la trasformazione dell'attrice che interpreterà l'ex primo ministro inglese in "The Iron Lady" di Phyllida Lloyd