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La nostra storia è ormai anche la loro storia

Un libro imperdibile per capire perché l'Italia è il Paese che è diventato


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Il grido degli Après la classe

Di Alberto Fornari


Mamma li italiani-pizza-spaghetti-mandolino-mafia-furbizia-cialtronismo. Così, i più distratti, ci vedono all'estero. Questo però è anche parte di ciò che siamo davvero, forse. A pensarci non c'è molto da ribattere. E lo sanno bene gli Après la classe che, nel loro ultimo album "Mamma li italiani", elencano vizi, crimini e difetti degli abitanti del bel Paese. Il gruppo è nato nel 1996, ma il loro esordio ufficiale è del 2002: come molte delle nuove band nostrane, sono salentini ma cantano anche in francese (lingua madre del cantante - celebre il brano "Paris", scelto anche, nel 2006, come sigla di apertura del programma televisivo Le Iene). Si cimentano con vari generi e li mischiano tra loro, patchanka, ska, ragamuffin, hip hop, e anche la dance. Questo è il loro quarto cd, prodotto in collaborazione con la Sunnycola di Caparezza (che canta con loro in due brani) e distruibuito per la prima volta da una major, la Universal. Contiene 13 brani che raccontano l'attuale società italiana  e il suo stato di decadenza. Il singolo di lancio dà il nome all'album ed è una denuncia rabbiosa di ciò che di peggio abbiamo. A partire - inevitabilmente - dalla mafia, avanti fino al cafonismo, passando per il turismo sessuale. Il tono è molto sostenuto e la canzone è tutta in italiano e in dialetto salentino. Come molti di noi, gli Après la classe sono stanchi di sentirsi ripetere sempre le stesse cose, che pure sono vere. Così siamo: mafiosi, furbetti, cialtroni, vittime, a partire dal premier, degli istinti più bassi, carnefici della propria dignità morale. Sono incazzati, non si sentono parte di questo cliché, lo ripudiano, e sentono che "la gente è troppo stanca, è ora di cambiare aria". Ne hanno, ne abbiamo piene. Non accettiamo l'idea di essere quelli che si fanno riconoscere dappertutto, che saltano la fila sia qui che all'estero (chi non l'ha mai fatto?) che sbraitano e gesticolano per farsi notare nel peggiore dei modi. E' la sobrietà che ci manca. In tutto, tranne che nell'Arte. Abbiamo un patrimonio, una cultura, una tradizone antica, profonda, e italiani sono i più grandi geni della storia. Per fortuna c'è questo che ancora ci salva agli occhi di uno straniero, come cantano nel brano in questione. Questo oltre la cucina, la dolce vita, il sole. La pura e splendida indolenza di un romano all'ora della pennica, una granita al caffè con la panna all'ombra di un fico d'india, l'euforia bauscia e improvvisa di un vecchio milanese in bici in una domenica senz'auto. Siamo anche questo. Dante avrebbe senz'altro inserito il 90% di noi in uno dei suoi gironi infernali. Quindi riprendiamoci la nostra dignità, urlano gli Après la classe. Riprendiamoci ciò che ci spetta, sottraiamolo ai furbetti dei quartierini, ai furboni dei grandi appalti, ai mafiosi della speculazione, ai governanti, i governatori pieni di coca e arroganza."Mamma li italiani, mancu li cani". Hanno ragione loro. Che sono bravi, si sa. Se non avete i soldi per l'intero cd, almeno scaricatevi questo piccolo e incazzato file mP3... 

 

22 luglio 2010

 
Meryl Streep è Margaret Thatcher

Impressionante la trasformazione dell'attrice che interpreterà l'ex primo ministro inglese in "The Iron Lady" di Phyllida Lloyd