Un libro imperdibile per capire perché l'Italia è il Paese che è diventato
Di Alberto Fornari
“Oh, dolce Musa, portami a Lampedusa”. Sono passati quasi 20 anni dall'uscita del 12 pollici "Fuecu" e il Sud Sound System è ancora fresco di purezza e rabbia, sembra un ragazzino incazzato, e parla ancora come parlava ai tempi: solo con un po' meno ingenuità e un po' più di maturità stilistica. Eccolo arrivato "Ultimamente", il nuovo album dei salentini di culto, 16 pezzi inediti intrisi di ragamuffin e featuring internazionali. Che mixata! I Sud Sound System sono da sempre il simbolo della fusione tra la tradizione pugliese della pizzica e della taranta e quella caraibica del reggae giamaicano. In questo nuovo lavoro ci sono collaborazioni importanti con artisti caraibici come TOK e Voicemail, ma soprattutto il cantante giamaicano Luciano, un mito per gli amanti del reggae, che duetta nel brano Lampedusa. “Oh dolce Musa, bring me to Lampedusa” canta, trasportandoti di colpo, ma con un ritmo dolce e nostalgico, in una realtà cruda, indietro nel tempo, quando ancora dall’Africa partivano le navi schiaviste verso le Americhe. Questa volta il viaggio è diverso: non si parte da schiavi, si parte per liberarsi da una vita impossibile, da un futuro che non può esistere nel posto in cui si nasce. Ma i risultati non sono poi così diversi. La differenza sta nella speranza: inesistente quattro secoli fa, oggi tradita. Lampedusa racconta la storia di un viaggio dall’Africa alla Sicilia, un viaggio che mira alla sopravvivenza, e scompiglia le carte in tavola, inverte le regole del gioco, e subito la sopravvivenza al viaggio stesso diventa l’unica plausibile speranza; in fondo alla strada che percorri c’è la luce che aneli, ma poi capisci che si tratta dei lampeggianti della guardia costiera. Tutto il resto è gabbia oggi come ieri: il CIE al posto delle catene. E la voce di Luciano è l’archetto di un violino che tocca corde troppo scoperte. Fa male ma ti inebria. E il dialetto salentino arriva a impastare tutto, crea un amalgama in levare che ti si appiccica addosso. ‘Ultimamente’ è un album forte, denso, pieno di richiami all’attualità (come denuncia il titolo), con un sound che ti avvolge e ti concede una piccola consapevolezza: talvolta si può dire vaff... in modo costruttivo. Nando Popu, Papa Gianni e soci hanno fatto un ottimo lavoro e come sempre è chiaro che ci credono davvero. Sanno che l’unione fa la forza ed è per questo che si mischiano in continuazione e, da sempre, cercano collaborazioni multiformi, consapevoli che la “musica popolare, quella vera, non divide ma unisce”. Sedici pezzi veri, puri, puliti nel senso più ampio del termine: musicale, autorale, umano. C’è dentro tutto: la politica, la cronaca e il razzismo ancestrale degli italiani, l’ecologia, il legame con la terra d'origine e il rispetto per l’altro da sé. E poi c'è la rabbia. Ma c’è spazio anche per un pezzo come “Bisogno d'amore”; c’è spazio anche per questo, come in tutte le storie di rabbia.
10 giugno 2010
Impressionante la trasformazione dell'attrice che interpreterà l'ex primo ministro inglese in "The Iron Lady" di Phyllida Lloyd