Un libro imperdibile per capire perché l'Italia è il Paese che è diventato
Di Francesco Bianco
È andato al film franco coreano 'Une Vie Toute Neuve' di Ounie Lecomte il premio per il miglior Lungometraggio Finestre sul Mondo del Festival del cinema afriano, d'Asia e America Latina. La pellicola si è portata a casa anche il premio 'Città di Milano' del Comune che va al lungometraggio più votato dal pubblico. La più importante kermesse cinematografica italiano dedicata al sud del mondo ha chiuso i battenti con un'edizione record per la qualità delle opere proposte. Il Premio al Miglior Film Africano è andato al tunisino 'Dowaha' di Raja Amari, che era stato già presentato nella Sezione Orizzonti della 66esima Mostra del Cinema di Venezia. Il film racconta la storia di tre donne, che vivono segregate dal resto del mondo. Il loro isolamento è volontario, nell’ossessivo rispetto della tradizione e della religione. Dalle finestre spiano la vita all’esterno. Ex aequo nella categoria Documentari Finestre sul Mondo e Concorso Cortometraggi Africani. La giuria ha premiato 'Zahra' di Mohammad Bakri e 'Un Conte des Faits' di Hichem Ben Ammar. Il primo film racconta la storia dell'anziana zia del regista e il suo lungo viaggio della sofferenza. Con questo film, Bakri intraprende un viaggio nel passato e nel presente della Palestina attraverso la storia della sua numerosa famiglia, e in particolare di questa anziana signora, e del villaggio di Bi’ina. 'Un Conte des faits' ci trasporta nella periferia di Tunisi, un trombonista di fanfara sogna che il figlio Annes diventi un grande e apprezzato musicista.
Menzione speciale al ruandese 'Maibobo' di Yves Montand Niyongabo: 15 anni dopo il genocidio nel Paese africano, molti bambini rimasti orfani sono diventati maibobo (ragazzi di strada) e vivono tutt’oggi ai margini della società. 'Des Enfants dans les Arbres' dell'algerino Bania Medjbar si è portato a casa il riconoscimento della Fondazione ISMU per il miglior cortometraggio del festival con valore pedagogico. Il premio Razzismo Brutta Storia assegnato da Feltrinelli ha assegnato all'algerina Lemnaouer Ahmine. Il documentario è la testimonianza della dolorosa vicenda dei rifugiati politici sfollati l’anno scorso dall’edificio di via Senigallia a Milano che per protesta si sono accampati in Piazza Oberdan in pieno centro cittadino.
Impressionante la trasformazione dell'attrice che interpreterà l'ex primo ministro inglese in "The Iron Lady" di Phyllida Lloyd