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La nostra storia è ormai anche la loro storia

Un libro imperdibile per capire perché l'Italia è il Paese che è diventato


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Il diario della quinta serata

Dalla nostra inviata Vita Magnani


L’Ariston ha tremato ieri sera, all’annuncio dell’esclusione di Malika Ayane dal podio di Sanremo 60. Gli orchestrali hanno gettato all’aria gli spartiti, il loggione ha gridato “venduti!”, la sala stampa scandiva “vergogna!”… Insomma, Pupo, il principe e il tenore in finale no, proprio no. Non nel festival che ha visto tornare il pubblico giovane, non nel festival che ha visto altre 14 canzoni buone, con punte di originalità come Arisa e Cristicchi, di energia come Irene Grandi e di classe come quella di Malika, non a caso vincitrice del Premio della Critica Mia Martini.

 

Per fortuna che la vittoria è andata a Valerio Scanu, non il migliore ma almeno un giovane di belle speranze e sufficiente umiltà. E per ricordare che in fondo l’importanza di Sanremo dura il tempo di una canzone, dopo la festa paesana di bambini e ballerini, ospiti e carabinieri, Maurizio Costanzo ha portato sul palco i tre lavoratori di Termini Imerese. Come a dire che mentre c’è un’Italia che si ferma per Sanremo, c’è un’altra Italia che si ferma per mancanza di lavoro.

 

Il diario della prima serata

 

Il diario della seconda serata

 

Il diario della terza serata

 

Il diario della quarta serata

 
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Impressionante la trasformazione dell'attrice che interpreterà l'ex primo ministro inglese in "The Iron Lady" di Phyllida Lloyd