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Milano
Tre immigrati (due marocchini e un tunisino) sono fuggiti dal Cie di via Corelli, a Milano, durante una rivolta nata "proprio per favorire la loro corsa verso la libertà", nella notte di sabato. "La protesta non ha nulla a che fare con il malcontento - spiega Alberto Bruno, commissario generale della Croce Rossa, che lo gestisce - l'obiettivo era creare confusione per favorire la fuga di una decina di persone".
Ingenti i danni esterni, in particolare al sistema di sorveglianza. "Ma dal punto di vista della sicurezza - spiega Bruno - per noi non c'è mai stato alcun rischio: in 10 anni mai un minimo episodio di violenza contro di noi. Certo, quando ci sono rivolte o si tenta di fuggire (successo comunque solo tre volte nella storia del Cie di via Corelli) ci si può far male da entrambe le parti. Ma sempre in modo non grave e non volontario, come rientra nel 'gioco' del rincorrersi".
Insomma, il respondabile del centro non si scandalizza per quanto avvenuto: "Sarebbe strano il contrario. Loro non vogliono tornare nei loro Paesi e il Cie è l'anticamera del rimpatrio. Provano a farsi del male, provano con gli avvocati. Poi, l'ultima spiaggia resta la fuga: è comprensibile e normale".
La cronaca della nottata: poco dopo la mezzanotte sono stati in dieci a tentare la fuga, dopo aver divelto le telecamere presenti all'interno del reparto maschile - che ospita 80 stranieri -, l'intero impianto di allarme, vetrate e distributori di bevande. Poi, dal cortile, sono saliti sul tetto, e da lì hanno tentato di calarsi oltre la recinzione. La polizia ne ha fermati 7, denunciati poi per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Sono invece riusciti a scappare un tunisino di 24 anni e due marocchini di 35 e 40 anni, uno di loro con precedenti per spaccio. Sette poliziotti e un militare sono rimasti lievemente contusi, mentre un immigrato si è fratturato le gambe nel salto, e un altro è stato ricoverato per aver ingerito una pila.
In questo periodo nella struttura ci sono 119 persone (la capienza massima è di 132): oltre agli 80 uomini, ci sono 22 donne e 17 transessuali, divisi per settore.
di MiDA (19 luglio 2010)
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