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Foto di Yunus incanta Milano e si fa beffa delle grandi banche

Piccolo grande uomo del Bangladesh, umile profeta di una rivoluzione. Così si è presentato lunedì sera, primo febbraio, al teatro dal Verme di Milano Muhammad Yunus, premio nobel per la pace 2006. Una lezione di business sociale davanti a una platea variegata di italiani e stranieri riempita fino all’ultimo posto. Molti i giovani, molti i bengalesi e gli studenti di diverse nazionalità. Tutti col fiato sospeso in attesa che parlasse il maestro e fondatore del microcredito. Unica nota dolente e imbarazzante il lungo siparietto del sindaco Letizia Moratti e del suo entourage: inizio e fine serata, circa la metà del tempo a disposizione, sono state monopolizzate dalla organizzatrice dell’evento intenta a promuovere sé stessa più che il suo ospite. Solo i fischi del pubblico esasperato hanno rimesso le cose al loro posto e al grido di ‘Ridateci Yunus’ sono finalmente iniziate le danze. E di danza si è trattato perché il modo di esporre del professore aveva tutta la cadenza e il fascino di un ballo.



Corpo minuto avvolto dall’abito tradizionale bengalese, sorriso e sguardo benevoli e via il racconto della sua straordinaria esperienza di banchiere dei poveri. “Io non sapevo quasi nulla del sistema finanziario. Per questo mi sono messo a studiare le banche tradizionali, ad analizzarle per capire come funzionavano e una volta imparate le loro regole, ho fatto esattamente il contrario. Alle banche tradizionali interessano i ricchi, a noi della Grameen Bank i poveri; le banche tradizionali si rivolgono agli uomini, noi alle donne; le banche tradizionali hanno sedi nei più bei palazzi delle principali città, noi solo filiali nei villaggi rurali bengalesi.



All’inizio è stato difficilissimo convincere le donne a prendere i nostri soldi in prestito. Avevano paura del denaro e della fiducia che noi dimostravamo nei loro confronti. Pensavano che i mariti sarebbero stati più bravi a gestirlo. Ora dei nostri 8 milioni di clienti, il 97% è rappresentato da donne e il tasso di rimborso è vicino al 100%. Molte di loro sono diventate azioniste della Grameen Bank e siedono nel consiglio di amministrazione. Hanno avuto la possibilità di esprimere il loro talento e sono arrivate lontano”.



Creatività, talento, energia sono i pilastri della filosofia di Yunus. “Ogni esser umano nasce imprenditore. Peccato che la società dia solo a pochi la possibilità di usare questo talento.
È qua che dobbiamo intervenire, creando opportunità per tutti. Non più un’economia egoista basata solo sull’interesse del singolo individuo ma un’economia solidale in cui si tenga conto anche degli altri”. Da qui l’idea e il successo, secondo il professore, del business sociale. Con diverse multinazionali, tra cui Danone e Adidas, la cosiddetta banca dei poveri ha preso accordi per produrre beni a basso costo e ad alto impatto sulla popolazione locale (yogourt contro la malnutrizione, scarpe, zanzariere). L’anima di questi gruppi non si snatura ma migliora, sostiene Yunus, perché accanto al business principale si dà vita al business sociale.



Progetti simili sono in continua espansione e Grameen Bank ha già stretto accordi con Unicredit e con il comune di Milano per valorizzare il microcredito anche da noi. A Yunus auguriamo tutto il successo possibile e soprattutto di evitare di restare intrappolato nelle maglie dei poteri finanziari e istituzionali.  Se poi davvero la finanza internazionale decidesse di prenderlo ad esempio e di riscrivere parte delle sue regole, allora al Nobel per la pace dovremmo affiancargli anche quello per l'economia.

di Ginevra Battistini

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Paolo Donadeo ha scritto:
2010-02-06 01:05:25
Ma con che faccia la Moratti può presentare un uomo del genere? Costoro ignorano il concetto di vergogna, ma tant'è. Penso che di tanti Nobel per la pace, quello a Yunus sia uno dei più significativi e meritati. Come fa Obama a sedere affianco a Yunus? Per me è un mistero.
Il microcredito

Nel 1976 l'economista Muhammad Yunus fonda nel villaggio di Jobra in Bangladesh, uno dei Paesi più poveri del mondo, la Graamen Bank. L'istituto di credito concede prestiti agli indigenti senza garanzie e a tassi bonificati. L'entità dei prestiti ammontava all'inizio a poche decine di dollari. La percentuale di rimborso si avvicina ancora oggi al 100%. Negli anni circa 12 milioni di bengalesi sono stati coinvolti nei progetti di microcredito della Graamen Bank. Moltissimi di loro sono riusciti a uscire dalla miseria. Grazie all'istituto di Yunus 50 mila studenti ottengono borse di studio e 18 mila mendicanti hanno lasciato la strada e iniziato un lavoro.



L'espansione del microcredito è stata tale che negli ultimi 10 anni ha raggiunto anche i poveri dei Paesi ricchi. Oggi sono 150 milioni le famiglie interessate a progetti di microfinanza nel mondo. 7 mila le organizzazioni e i programmi attivi. In Asia, il numero di clienti si avvicina a quello dei più poveri e copre il 78,5% di loro. In Africa e Medio Oriente invece questa forma di credito stenta a decollare mentre in America Latina a beneficiarne sono soprattutto coloro che vivono appena al di sopra della soglia di povertà.