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Milano
Respingimenti in forte calo allo scalo di Malpensa. Lo dice una ricerca sull'immigrazione irregolare per via aerea - prima nel suo genere - realizzata da SEA, società di gestione aeroportuale degli scali di Linate e di Malpensa. Se nel 2006 c'erano stati 3.986 casi, nel 2009 si è passati a 784. I dati di "Sea – Aeroporti di Milano e i controlli sull'immigrazione irregolare: pratiche e buone prassi" sono stati presentati il 5 luglio a Malpensa dal professor Giulio Sapelli, ordinario di Storia economica alla Statale di Milano, alla presenza del ministro Roberto Maroni e del presidente di Sea, Giuseppe Bonimi.
"Rispetto al 2006, anno in cui si è registrato il picco dei respingimenti (circa 4.000) si è scesi progressivamente ai 1.400 del 2008 e ai 748 del 2009", ha detto Sapelli. Un risultato che, secondo il presidente Bonomi, è frutto dei maggiori controlli e della buona collaborazione tra forze dell'ordine e personale di sicurezza di Sea. "Malpensa è diventato un luogo più difficile di altri, per gli immigrati" dice Sapelli e quindi verrebbe sostanzialmente evitato. La prova dell'aumento dei controlli starebbe nel maggior numero di documenti falsi rintracciati: "Di quei 748 respingimenti, 213 si sono avuti grazie ai controlli dei passaporti", continua Sapelli. Altro tema affrontato nella ricerca è quello dei richiedenti asilo politico. 457 le persone in fuga da conflitti o persecuzioni politiche atterrate, nel solo 2009, a Malpensa. 1304 il totale dei casi in Italia.
Gli immigrati irregolari che sono giunti a Malpensa tra il 2005 e il 2009, provenivano soprattutto da Africa Sub-Sahariana, Paesi dell'estremo oriente e Sud America. Marocco e Algeria, Egitto e Turchia sono le provenienze più tipiche.
Nonostante gli esiti dello studio, nella stessa sede il ministro Maroni ha detto che dopo aver risolto l'emergenza sbarchi a Lampedusa, "ora l'aeroporto di Malpensa è la frontiera più avanzata per l'ingresso di immigrati clandestini, perché da un anno Lampedusa è uscita dai traffici di clandestini dalla Libia". Secondo Maroni "i controlli sulle coste libiche hanno chiuso le rotte e nei primi mesi di quest'anno non è arrivato praticamente più nessuno sull'isola". Per questo ora l'attenzione delle autorità italiane si sta spostando sugli ingressi via aria, studiati partendo proprio da Malpensa.
"La frontiera aerea è la più insidiosa, perciò porterò questa ricerca - ha annunciato il ministro dell'Interno - all'attenzione della Commissione Europea nel prossimo Consiglio di inizio ottobre, perché è utile estenderla agli altri aeroporti del continente allo scopo di presidiare punti di accesso come gli aeroporti mentre si sta allargando l'area Schengen". Parlando poi di asilo politico, Maroni ha detto che "ci sono normative per i richiedenti asilo che vanno aggiornate in sede europea, perché oggi tutta la responsabilità ricade sul Paese di primo ingresso e la procedura non è disegnata nell'interesse del richiedente asilo".
di MiDA (5 luglio 2010)
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