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Milano

 

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Indossa il niqab, il velo che lascia scoperti solo gli occhi, e le viene impedito di entrare al Palazzo di Giustizia di Milano. E' successo nel pomeriggio di mercoledì. La donna di religione islamica si è presentata in un ingresso secondario del Tribunale perché voleva controllare l'esito di un processo, ma i carabinieri in servizio le hanno spiegato che la legge italiana vieta di entrare in un luogo pubblico con il viso coperto, perché è necessario essere riconoscibili. La signora non ha detto niente, sembrando accettare la regola, ma ha detto che sarebbe tornata l'indomani. Sulla questione è intervenuto il vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato, che ha spiegato come non si sia trattato di vietare un simbolo religioso, perché il burqa non lo è. De Corato ha poi aggiunto che "si tratta di prendere una posizione chiara su un costume che, non solo offende e mortifica la donna, ma rappresenta anche una violazione alle norme di sicurezza poiché rendono irriconoscibile l’individuo". Il numero due di Palazzo Marino ha concluso sostenendo che "se si vuole l'integrazione, occorre trovare un terreno comune: il rispetto della persona. E il burqa è solo una forma di umiliazione, asservimento e abbrutimento della donna”.

di FB

{ 1 Commenti }

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clamax ha scritto:
2010-01-29 14:04:05
Il niquab ,come molte altre manifestazioni di un certo Islam,non sempre è una imposizione per la donna. Lo vieterei nei luoghi pubblici come dovuto rispetto alla legge in vigore