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Milano
L'arte è contro la politica degli sgomberi del Comune di Milano. Fra le aule dell'Università Bicocca spunta una provocatoria baracca rom, letto e stufa in un angolo coperto di stracci: un'installazione inserita nell'ambito della mostra "Via Rubattino n° 0". L'idea è del professor Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia interculturale: "In quella via è stato interrotto un percorso di integrazione eccellente, qualcosa di veramente importante". Intanto, L'Errc e il Naga hanno inviato una lettera al Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, allo Special Rapporteur Onu sull’abitazione e all’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali, per chiedere una missione di emergenza in Italia.
E proprio i rom e gli stranieri senza permesso di soggiorno ospiti della Casa della Carità - centro d'accoglienza guidato da don Virginio Colmegna, a Crescenzago - mercoledì 12 entreranno alla Scala, ospiti d'onore del tempio della lirica dove è in programma la prova aperta della Filarmonica con un direttore di fama mondiale, l'israeliano Daniel Barenboim. A comperare loro i biglietti è stata la fondazione Unidea di Unicredit che sostiene tutta l'iniziativa, nell'ambito della rassegna "La Filarmonica della Scala incontra la città", serie di concerti a sostegno delle organizzazioni non profit. "Un evento
straordinario - spiega don Massimo Mapelli, direttore operativo della Casa della Carità - un mix fra l'eccellenza ambrosiana e persone per le quali sembra che il successo sia precluso". Una prova di integrazione, dunque. Il programma prevede l'esibizione di Guy Braunstein al violino e gli interventi del maestro Barenboim nel corso della prova durante la quale verranno eseguiti brani di Brahms e di Ravel. Biglietti tutti esauriti.
L'operazione di sgombero che è oggetto della mostra in Bicocca risale al 19 novembre 2009, e ha allontanato da Rubattino circa 250 persone, tra cui 36 bambini che andavano regolarmente a scuola, con un programma di integrazione e di inclusione realizzato dalle maestre di un'elementare della zona, delle quali Mixa ha pubblicato le lettere aperte di protesta. All'epoca infatti, associazioni e società civile erano insorte contro la scelta del Comune, lo stesso quartiere era contrario; adesso è il momento dell'approfondimento, della riflessione fatta di testi, video e fotografie. "Con quell'atto - spiega Mantegazza - si è colpito chi aveva lavorato per l'integrazione". La mostra ha il patrocinio del Dipartimento di Scienze umane e della Formazione ed è opera del designer Patrick Hubmann con la collaborazione di alcuni rom.
Nel 2010 a Milano sono già stati 61 gli sgomberi forzati che hanno lasciato intere famiglie rom per strada, senza più una coperta o una pentola. L'Errc, l'European Roma Rights Centre - organizzazione internazionale che lavora per combattere le violazioni e le discriminazioni dei diritti dei rom - e il Naga - associazione che tutela i diritti dei cittadini stranieri - hanno inviato giorni fa una lettera alle principali istituzioni di tutela dei diritti umani, europei ed internazionali, per l’ondata "senza precedenti" di sgomberi a Milano. La richiesta rivolta con urgenza al Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, allo Special Rapporteur Onu sull’abitazione e all’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti
Fondamentali, è denunciare pubblicamente le gravissime violazioni di diritti umani e di organizzare una missione di emergenza in Italia.
Le speranze restano però poche, dato che già lo scorso maggio erano rimaste inascoltate le parole del commissario Onu per i diritti umani, la sudafricana Navi Pillay. In visita a Roma, aveva criticato pesantemente il piano italiano: "la vista di due campi nella capitale - aveva detto ai giornalisti - mi ha ricordato la situazione dei Paesi in via di sviluppo e non quella di una nazione ricca come l'Italia". Pillay aveva invitato governo e media ad affrontare il tema dell'immigrazione non come un problema di ordine pubblico, ma di integrazione sociale.
di MiDA
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