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Milano

 

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Per la prima volta il salone del mobile di Milano coinvolge viale Jenner, via Padova, Dergano e Paolo Sarpi: i luoghi della multietnicità, in genere tenuti in disparte per gli eventi della Milano da bere. E a pensarci bene, come abbiamo fatto a non pensarci prima? Il salone del mobile, con il suo fuori-salone, è un evento internazionale che parla prima di tutto di fusione e imbastardimento, di creatività: innovazione, si sa, che scaturisce dall'incontro con la diversità, con l'esperienza altrui.

La 'famigerata' via Padova ospita, nelle sue vicinanze, la galleria di Charles Kaisin, in via Assab 1, vetrina del designer belga che interpreta 'il movimento e il riciclaggio'. Dal 14 al 19 aprile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Dal 20 aprile al 14 maggio da martedì a venerdì dalle 15 alle 19. La mostra è una retrospettiva dei 10 anni di lavoro e di ricerca (1999-2009) di Charles Kaisin.

 

Si parla di "identità riconoscibile" e "socialità rara" al consorzio Dergano officina creativa, per motivare la scelta di portare il salone del mobile d’arte vicino viale Jenner. Fino al 19 l’associazione D.O.C organizza un circuito Fuorisalone nel quartiere Dergano-Bovisa a cura delle 10 officine associate, che esplora il mondo animale e vegetale e il loro controverso rapporto con l’uomo. Principale sede espositiva sarà MADE Production Company, in Via A. CARNEVALI 24.

 

Il design innovativo corteggia anche i negozianti cinesi di via Sarpi (GUARDA IL VIDEO), che ospita giovani artisti e designer da tutto il mondo, ma anche semplicimente i bambini della sua scuola multietnica: tutti intenti a decorare le vetrine cinesi o italiane nel progetto messo insieme da Do-Knit-yourself, la sera di giovedì 15. Tra le esperienze uniche di fusione che vivono in via Sarpi, citiamo l'appena nato hub di via Sarpi 8, che non solo si posiziona tra un ristorante etnico e una macelleria cinese, ma proprio dalla sua filosofia esalta la mescolanza: "The Hub è una rete internazionale di imprenditori sociali che dividono lo stesso spazio - ci racconta il suo staff -, per accedere a risorse, avere idee o lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, individuare opportunità di mercato che li aiuteranno a cambiare Milano e il mondo".

Certo, la 'movida' dei creativi resta zona Tortona, con 58 sedi espositive e 265 allestimenti, in Triennale e in Statale, a Brera e al Poldi Pezzoli, a Villa Necchi Campiglio e al Planetario, in Villa Reale, nel Quadrilatero e all’Isola.

Ancora invece, tra i luoghi non convenzionali, segnaliamo il Lambretto e la stecca di via Ventura, a Lambrate. L’ex fabbrica Gea, tra via Palmanova e via Padova. Laboratori e negozi restano aperti fino alle 22, ma continuano con aperitivi, dj set e anche un party dedicato al quartiere Jenner-Dergano: sabato, in via Cevedale 5, ci aspetta 'Thebagartfactory'.

di MiDA

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