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Milano

 

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Questa settimana l'amministrazione Moratti ha raggiunto quota 200 sgomberi dal 2007 e vince un riconoscimento speciale – al demerito - dall’Onu. Sono sempre più numerose le voci che chiedono a cosa serva spostare da una parte all’altra di Milano gli accampamenti Rom, aggravando le loro già gravissime condizioni e costringendo decine di maestre elementari a supplicare che i bambini non vengano continuamente allontanati dalle loro classi. L’ultimo sgombero ha riguardato un'area demaniale tra via Pestagalli e Bonfadini, tra il quartiere Corvetto e la tangenziale Est, e toccato circa 40 persone. Nel frangente, la commissaria Onu per i diritti umani, Navi Pillay criticava il piano italiano per i rom, dicendo che la vista di due campi nella capitale le ha ricordato la situazione dei paesi in via di sviluppo e non quella di una nazione ricca come l'Italia, come ha dichiarato in conferenza stampa. I gruppi Rom e Sinti, ha detto“rimangono isolati dal resto della popolazione e hanno scarsissime opportunità di trovare un lavoro e migliorare la loro situazione", ricalcando le critiche al piano rom delle autorità italiane emerse da un rapporto di Amnesty International.“In Italia sembra prevalere la tendenza ad affrontare la questione dei rom dal punto di vista della sicurezza più che dell'integrazione", ha spiegato. Pillay ha poi incontrato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al Viminale. Nel corso della riunione, spiega una nota del Viminale, sono stati affrontati temi d'interesse prioritario in materia di immigrazione. In particolare, sono stati illustrati i risultati conseguiti nell'attivita' di contrasto all'immigrazione illegale. Sono state, altresi', evidenziate le misure poste in essere per garantire la tutela dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei minori non accompagnati, nonche' le politiche di integrazione delle comunita' Rom e Sinti. Noi vi riportiamo una piccola parte della nuova lettera di una delle “maestre dei rom” – come sono ormai chiamate -. Alla Bovisa 8 – denuncia – le famiglie vivono nelle fondamenta di un palazzo mai terminato: "Ombre spaventate, che non escono nel prato per non essere viste". “Credevo di aver visto un ventaglio esauriente di posti dove i rom continuamente scacciati si accampano, compreso il girone dantesco della fabbrica crollata di Rubattino tra macerie e topi (20 novembre). Quello che ho visto oggi è molto, molto peggio”. “Un altro bambino, di 6 anni, quando vede la sua maestra si ferma immobile e resta così per un po’, ma intanto la faccina gli si trasforma e diventa un unico grande sorriso, sembra che gli scoppi la luce dentro. Poi le corre incontro e le salta in braccio. Verso di noi solo rispetto, tanto rispetto e grande educazione, verso i bambini coccole e tenerezza. Noi ce li coccoliamo i nostri scolari e anche i loro fratellini. Mi chiedo in quale altra parte del mondo le persone sono costrette a vivere così e con la paura di essere scacciati anche dai sotterranei: forse nelle fogne di Bucarest? Forse nell’Africa più ingiusta? Forse nelle favelas del Brasile? Ci è difficile venire via da lì, e quando usciamo non commentiamo”.

di MD

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