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Milano

 

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Messa da parte l'idea della Moratti di trasformarla in un'area di transito, la nuova Giunta punta su casa e lavoro. Intanto si aspetta la decisione del ministero dell'Interno, dopo che il Consiglio di stato ha bocciato il piano nomadi voluto da Maroni. Congelati 7 milioni di euro ancora da spendere

Foto di Campo rom di via Idro: il Comune ci ripensa

 

Tutto da rifare sul capo rom di via Idro. La Giunta guidata da Giuliano Pisapia ha deciso di cambiare rotta e di abbandonare il progetto, ideato dall'ex sindaco Letizia Moratti, di trasformarlo in un campo di transito. L'annuncio è arrivata dall'assessore alla Sicurezza e alla coesione sociale, Marco Granelli. 

 

Originariamente il progetto prevedeva la realizzazione di piazzole e servizi per la sosta temporanea di rom e sinti. Costo totale, oltre 4 milioni e avrebbe dovuto essere finanziato dal cosiddetto Piano Maroni, che però dopo la sentenza del Consiglio di stato è saltato. E il problema non è di facile soluzione, visto che i magistrati hanno bocciato il provvedimento, perché non c'erano le condizioni di "emergenza nomadi" che giustificavano i poteri straordinari attribuiti ai Prefetti di Milano, Roma e Napoli. Quindi sono stati congelati i circa 7 milioni di euro (sui 13 stanziati) che ancora dovevano essere spesi nel capoluogo lombardo.  

 

L'ipotesi, tra l'altro, è da sempre osteggiata dalle associazioni del quartiere di via Padova, dal Consiglio di zona 2 e anche dagli stessi rom harvati (sono 115 e tutti cittadini italiani) che ci abitano dal 1989. 

 

Ora nelle intenzioni del Comune c'è l'impegno a trovare in altre zone di Milano l'area su cui far sorgere il campo di transito. Su via Idro invece Granelli ha spiegato che c'è la volontà di usare le risorse per l'integrazione lavorativa e abitativa delle famiglie che ci abitano, con l'obiettivo di arrivare alla chiusura del campo. 

 

Intanto siamo a un passo dalla soluzione del problema della mancanza di energia elettrica nel campo di via Idro. Una situazione denunciata anche da Anna Zoppi, preside della scuola Russo Pimentel. L'Amministrazione sostiene però che il taglio della corrente elettrica sia causata dalla morosità dei rom con l'A2a. Ora c'è l'accordo tra rom, Comune, A2a e Casa della Carità, quindi le famiglie verranno allacciate al contatore del Comune e pagheranno una tariffa forfettaria di 90 euro al mese. 

 

di Red (9 gennaio 2012)

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Anche don Colmegna contro il progetto Moratti

 

 

 

 

Un villaggio che possa accogliere temporaneamente rom e sinti oltre a famiglie in difficoltà. La proposta arriva da don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, che si occupa del presidio sociale del campo che sorge alla periferia nord est di MIlano, alla fine di via Padova. Don Virginia poi si spiega meglio e dice che "Non si tratterebbe di famiglie di passaggio, ma che rimangono nel villaggio per il tempo necessario ad aiutarle a trovare una casa e un lavoro. È quel che stiamo facendo al Centro ambrosiano di solidarietà al Parco Lambro, dove abbiamo alcune casette per questo scopo. Finora sono 50 le famiglie che ci hanno abitato e che ora vivono in appartamenti. L'importante è che l'accoglienza sia accompagnata da progetti di inserimento lavorativo e abitativo".