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Milano

 

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La casa delle culture del mondo di Milano chiude il 14 dicembre. Operativa dal 17 gennaio 2009 per volontà dell'allora assessore provinciale alla cultura, Daniela Benelli (Pd) della presidenza Penati, l'attuale assessore, Novo Umberto Maerna (Pdl) ha invece negato la possibilità di aprire un nuovo bando. Giovedì 9 dicembre gli Enti gestori dello spazio, Cooperativa Farsi Prossimo e Arci Milano, alla presenza dello stesso Umberto Maerna, si sono congedati da stampa e cittadinanza raccontando i due anni di attività presso il centro interculturale di Lampugnano.

 

Evasive le dichiarazioni dell’Assessore sul futuro di questa realtà. "La preoccupazione è che i tempi dell’amministrazione siano lunghi e finiscano per far morire lo spazio", fanno sapere le associazioni che l'hanno gestita finora. L’Assessore si è limitato a comunicare che, valutate le risorse finanziarie, si provvederà a un nuovo bando dando spazio alle realtà che si proporranno.

 

La struttura di proprietà della Provincia è stata gestita su appalto biennale assegnato a seguito della gara indetta nel settembre 2008: tra il 17 gennaio 2009, giorno dell’inaugurazione, al dicembre 2010 è stata aperta al pubblico 3.240 ore per due anni, per un totale di 6480 ore.

 

279.000 euro è l’ammontare complessivo dell’appalto (comprensivo di presenza operatori, gestione e organizzazione di attività). Soldi che sono "serviti a proporre e realizzare programmazioni mensili per un totale di più di 400 attività differenti suddivise in filoni di attività: corsi, seminari, dibattiti, feste delle culture del mondo, animazioni e performance, mostre e attività correlate (inaugurazioni, visite guidate), letture e musiche, aperitivi e incontri di comunità straniere, attività per famiglie e bambini", scrivono le associazioni in un comunicato.

 

"E’ stato creato un centro di documentazione che si è attivato grazie all’acquisto e al reperimento di testi e materiali sulle culture del mondo e che oggi conta circa 1100 testi/materiali, consultabili in sede o in prestito. E’ stato gestito uno spazio bar che pian piano si è andato definendo non solo come punto di ristoro ma come luogo di incontro e di confronto tra le culture materiali del mondo. Intorno ad esso sono stati realizzati diversi eventi e attività che hanno visto la partecipazione attiva di molte associazioni straniere e di gruppi informali di migranti, ma anche il contributo di piccoli produttori locali ed enti legati ai temi della filiera corta e del commercio equo e solidale. E’ stato gestito uno spazio espositivo che ha ospitato in due anni 24 mostre differenti, spaziando dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’iconografia".

 

Degni di nota i dati relativi alla partecipazione, intesa non solo come affluenza ma anche come progettazione e collaborazione alla programmazione. I primi mesi del 2009 hanno visto un numero considerevole di proposte e richieste a dimostrazione delle aspettative che si sono create intorno a questo spazio. "Non indifferente il contributo progettuale delle comunità straniere che hanno proposto e realizzato, con la supervisione progettuale degli operatori, molte delle feste e delle celebrazioni rituali che contraddistinguono il loro calendario: tra queste ricordiamo il Martisor Rumeno, il Norooz Persiano, la celebrazione della Primavera Berbera, la festa Balcanica, l’African Day (quest’ultima ha portato alla costituzione di un Forum di Associazioni Africane che raggruppa a Milano più di 10 associazioni con soggetti di provenienze diverse: Eritrea, Togo, Darfur, Benin, Tanzania, Tunisia, Ghana)".

 

Nel periodo compreso tra ottobre 2009 e marzo 2010, si è assistito però a un notevole rallentamento delle attività e a un progressivo allontanamento da parte delle comunità straniere, dovuti alla mancata risposta e/o approvazione dei programmi, in coincidenza del cambio di Giunta Provinciale.

 

"In questi due anni, la Casa delle Culture del Mondo ha dimostrato innanzitutto di essere un luogo di cui Milano e la Provincia hanno bisogno, in poco tempo i dati della partecipazione e delle iniziative fatte, dimostrano le potenzialità che lo studio, il dialogo, l'organizzazione e l'aggregazione interculturale hanno in una città e in una società come la nostra. Abbiamo bisogno di un luogo come questo e abbiamo bisogno che abbia risorse e gambe per lavorare” - hanno dichiarato il Presidente di Arci Milano Emanuele Patti e il Presidente della Cooperativa Farsi Prossimo Giovanni Carrara.

di MiDa (10 dicembre 2010)

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