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Milano

 

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Scarsa l'affluenza al voto, bassissima da parte degli immigrati. Pochissimi hanno detto la loro, nonostante l'impegno dei candidati per coinvolgerli

Foto di Primarie: lo schiaffo degli stranieri

Doveva essere il grande giorno del centro sinistra milanese, il giorno delle elezioni primarie per scegliere il candidato sindaco che sfiderà Letizia Moratti. Il brillante e vivace dibattito innescato dalla qualità dei candidati - Pisapia, Boeri, Onida e Sacerdoti -, aveva acceso i riflettori sul capoluogo lombardo e ridato speranza alla sinistra. Tra i punti di svolta di queste primarie doveva esserci anche il coinvolgimento dei milanesi nuovi, degli immigrati regolari che in tante occasioni sono stati invitati dai candidati in pubblici incontri e dibattiti. Anche per questo era prevista un'ampia partecipazione di cittadini: ci si aspettava 100mila votanti, qualcuno azzardava 125mila. Come sappiamo invece, le previsioni sono state amaramente smentite, i votanti sono stati circa 65mila, il 20% in meno rispetto alle primarie del 2006. Ma quello che non ci si aspettava è la bassissima affluenza degli stranieri, quasi ininfluente.

 

Per avere il dato ufficiale è necessario aspettare l’analisi dei verbali dei 128 seggi sparsi per la città. Nel frattempo abbiamo cercato di fare una stima di quanti tra gli stranieri abbiano poi effettivamente sfruttato la possibilità di esprimersi attraverso il voto. Partiamo dalla zona 2, quella di via Padova, dove la densità di stranieri si aggira intorno al 23%, la più alta di tutto il comune di Milano. L’impressione degli addetti ai lavori è che non siano stati in molti a recarsi ai seggi: al Punto PD di via Padova, aperto appositamente per loro, si sono presentati in 30 su 360, un po’ meno del 10%. Anche nell’altro seggio di via Padova il numero si aggira intorno al 10%, che in ogni caso è il picco più alto non solo rispetto alla zona 2 ma anche rispetto a tutte le altre zone della città. Già, per esempio, al circolo PD “Lama” in viale Monza sono stati contati 5 stranieri su 500 votanti; al seggio presso l’associazione “Villa Pallavicini”, che da tempo si occupa d’immigrazione e che ospita una scuola con 250 studenti, “di cui la maggior parte stranieri e molti con più di 16 anni” e quindi con diritto di voto per queste primarie, gli stranieri votanti sono stati 2 su 390.



La responsabile Emanuela Manni, ci ha elencato una serie di motivi plausibili che potrebbero giustificare questa assenza, soprattutto dopo l’evento della Tavola Mondo. In primo luogo, ci racconta, la maggior parte degli immigrati ha una scala di priorità legate alla vita quotidiana (ricerca del lavoro, della casa, problemi burocratici) in cui la politica rientra solo in secondo piano, motivo per il quale non è stato colto il senso delle primarie "visto che da queste elezioni non sarebbe derivato un cambiamento immediato della loro situazione”. Il fatto che l’evento organizzato da Boeri non fosse rivolto in modo specifico agli stranieri che vivono in quella zona la ritiene un’altra causa, anche se secondaria.

 

Un’altra zona ad alta densità di stranieri è quella di Piazzale Corvetto e dintorni, la 4. Anche qua però la partecipazione è stata bassa; un solo straniero, tra l’altro iscritto al PD, su 400 al Circolo PD Mondini, vicino a Rogoredo; a quello di via Mompiani sono stati un decina a votare su 170, e al circolo PdCI di piazzale Gabrio Rosa 2 su 380. 

 

In zona 5, al Circolo ARCI Bellezza, gli immigrati sono stati 50 su 1170: pochi, se si considera - come ci ha raccontato Marco Motni, uno dei responsabili del PD -, la campagna di sensibilizzazione che è stata fatta attraverso momenti di incontro ma anche volantinaggio per le strade e nei mercati. Sembra che molti stranieri non sapessere neanche di poter votare.

 

In zona 9, quindi Bovisa-Maciachini, siamo riusciti a recuperare un solo dato, comunque abbastanza significativo: al circolo PD Dergano hanno votato 30 stranieri su 640 votanti, meno del 5% in una zona dove la densità di immigrati si aggira intorno al 18,5%. Teniamo a precisare che i nostri dati sono piuttosto sommari e non sufficienti per tracciare un quadro realistico della situazione, ma l’impressione complessiva che abbiamo potuto cogliere nel tono e nelle risposte dei responsabili dei seggi è quella di un’aspettativa di partecipazione delusa.

 

L'interesse dei candidati verso gli stranieri è presto motivato. Al 1° luglio 2010 (dati Comune) gli immigrati sul territorio milanese erano 208.021, su un totale di un 1 milione e 300mila abitanti, il 15% circa della popolazione. Al 1° marzo 2008 (ultimo dato disponibile, diffuso dall'Orim) gli “ex-stranieri” che hanno ottenuto la cittadinanza (e dunque possono votare alle amministrative) si aggiravano intorno alle 17-21mila unità. Per fare un calcolo del numero effettivo degli stranieri con eventuale diritto di voto, si dovrebbero aggiungere i residenti di Paesi Ue, che sono circa 28mila.

 

Durante la campagna elettorale sono state numerose le iniziative rivolte a questa parte di popolazione per cercare di innescare finalmente un dialogo costruttivo. Giuliano Pisapia ha incontrato le comunità straniere il 24 ottobre, Michele Sacerdoti il sabato precedente al voto. L’evento più eclatante è stato la Tavola Mondo organizzata da Stefano Boeri in via Padova il 7 novembre, nel luogo simbolo di una Milano che sta cambiando. Un pranzo multietnico, durante il quale sono stati serviti piatti tradizionali di 15 Paesi diversi, che ha riscosso grande successo vista la presenza, nonostante la giornata di pioggia, di oltre 5mila persone. Si è parlato tanto di una Milano diversa, di una città internazionale, della città dei diritti per tutti e non dei coprifuoco, del diritto di voto amministrativo e dei ricongiungimenti famigliari. Durante gli incontri abbiamo percepito tra i partecipanti “stranieri” sentimenti che andavano dall’entusiasmo all’incredulità per l’inusuale attenzione rivolta loro. Si è discusso e sono state avanzate proposte per risolvere i loro problemi. Loro c’erano e c’era anche qualcuno che li stava ad ascoltare. Eppure i fatti parlano ancora di una scarsa partecipazione.

 

Voi cosa ne pensate? Siete andati a votare e se non siete andati perché?

di Laura Filios (18 novembre 2010)

{ 1 Commenti }

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Laura Lucchini ha scritto:
2010-11-22 00:03:21
è buono avere un'analisi di questo tipo. Basta giocare la carta "immigrati" solo quando fa comodo.
In centro hanno votato le badanti

 

 

Dall’analisi dei vari dati ne è emerso uno curioso: mentre le zone più densamente popolate da stranieri sono quelle periferiche, pare che la percentuale di votanti stranieri nei seggi del centro storico sia stata, se non più alta, comunque quasi uguale a quella dei seggi periferici. Come è possibile, se per votare bisognava recarsi nel seggio più vicino al proprio indirizzo di residenza? Pare che tra i cittadini attivi ci siano state diverse persone anziane che, spinte dal grande senso civico che in genere le caratterizza, si sono recate al seggio e, grazie a loro, anche le persone straniere che se ne prendono cura quotidianamente hanno colto l’occasione per esprimere la loro preferenza. Erano infatti per lo più assistenti famigliari, e donne. Nel seggio di via Orti le “badanti” che si sono recate a votare sono state 4 su 1.130, mentre in quello presso il PD “Milano Centro” Aldo Animasi 2 su 782.