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Milano
L'avvocato Giuliano Pisapia (leggi o guarda l'intervista) vince le primarie del centro sinistra e batte l'architetto Stefano Boeri con ben 5 punti di distacco, come pure gli altri 2 candidati d'eccezione - l'ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida e il fisico ambientalista Michele Sacerdoti. Sarà dunque Pisapia ad affrontare Letizia Moratti, "ufficializzata" domenica scorsa da Silvio Berlusconi come candidata del centro destra nelle elezioni della primavera 2011, ma non ancora dal partito.
Appoggiato dal Partito di Nichi Vendola, la vittoria di Pisapia fa "male" alla sinistra - che si rivela ancora una volta frammentata - e soprattutto fa male al Pd, che ha sostenuto a spada tratta Stefano Boeri. E la destra non si lascia certo scappare l'occasione: “La vittoria dell’ex comunista Giuliano Pisapia - scrive il vicesindaco Riccardo De Corato in un comunicato - rappresenta una débacle del gruppo dirigente del Pd. Che oltre alla sconfitta di Boeri deve incassare anche la scarsa partecipazione al voto alle primarie”.
Ha fatto dunque bene il Pd, partito maggioritario del centrosinistra, a spendersi per un candidato? Ha avuto senso far votare 16enni e immigrati - considerati da alcuni tra l'altro decisivi nella scelta di Pisapia - quando poi questi non potranno votare alle amministrative?
"Il Pd non è stato in grado di convincere l'area riformista - scrive stamani il Corriere della Sera - , di cui è il principale esponente politico, delle ragioni che lo inducevano ad avversare la candidatura di Pisapia e a scoraggiare la frammentazione delle candidature. Ha manifestato incertezze e ritardi, insieme a una evidente carenza di egemonia culturale, si sarebbe detto una volta. Insomma, ha subito una secca sconfitta politica".
Fatto sta che Pisapia ha rovesciato i pronostici (anche considerando l'impegno economico speso in queste campagne: 200mila euro "investiti" da Boeri, 88.700 quelli spesi da Pisapia): "È la vittoria della democrazia delle primarie", ha dichiarato domenica sera "a caldo", il vincitore. "Insieme dobbiamo battere la Moratti", ha poi aggiunto riferendosi ai candidati sconfitti. Perché di una cosa siamo tutti certi: nonostante Pisapia abbia dichiarato di essere "di sinistra ma non comunista", faticherà molto di più a raccogliere i consensi dei moderati. L'esito delle primarie sembra aprire ancor di più alla candidatura di centro di Gabriele Albertini, che da oggi riprende incontri tra Milano e Roma. E in attesa degli sviluppi, il centro destra aspetta metà dicembre per dire l'ultima parola sulla candidatura di Letizia Moratti.
di MiDA (15 novembre)
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