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Milano

 

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Foto di Al banchetto multietnico di via Padova

Tristemente celebre per gli scontri fra immigrati del febbraio scorso e colpita da ordinanze discutibili, via Padova è rinata lo scorso 7 novembre con una tavolata multietnica che ha richiamato ben oltre 5mila italiani vecchi e nuovi. L'appuntamento con le cucine dei Paesi del mondo è stata un'idea dell'architetto Stefano Boeri, candidato alle primarie del centrosinistra. E' dedicata all'Expo 2015 di Milano, incentrato sull'alimentazione "e che è necessario aprire a tutti, oppure non fare affatto" ha detto Boeri. I volontari hanno servito al tavolo lungo 400 metri (con 1.200 posti a sedere) indossando grembiuli con scritte come: "C'e' posto per tutti alla tavola del mondo" o "Da Milano Padania a Milano mondo". Foto ivansarfatti.com

 

Ma la lunga tavolata multicolore è stata solo il preludio conviviale a un'altra tavola altrettanto importante, che ha visto riuniti il candidato alle primarie, Stefano Boeri, con i rappresentanti delle numerose comunità di stranieri che vivono la Milano-mondo, i “milanesi di origine diversa”. I cinque punti programmatici esposti da Boeri sono il risultato del dialogo tra i membri del comitato e i rappresentati delle comunità che si sono riunite il 7 novembre scorso in via Padova, la zona più multietnica di Milano. Eccoli qui:

 

1) Snellire i tempi e facilitare la compilazione delle pratiche burocratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno e del ricongiungimento familiare. 2) Assicurare ad ogni comunità uno spazio che sia destinato al culto e alle proprie attività culturali. 3) Istituire una consulta di quartiere regolare e frequente aperta ai cittadini, ai commercianti ma anche ai vigili e alla polizia. 4) Creare una “stanza dei quartieri” a Palazzo Marino per incentivare la partecipazione attiva dei cittadini. 5) Coinvolgere gli stranieri e i consolati in progetti di cooperazione con i paesi di origine in vista dell’Expo 2015.

 

Sono intervenuti in tanti, molti emozionati, alcuni inaspettatamente. Rappresentanti di comunità nazionali: singalese, filippina, tunisina, rumena; membri di associazioni che si pre-occupano dei problemi degli immigrati, come il Comitato Immigrati di Milano e l’associazione Avanti Insieme; c’era anche il giovane fondatore e garante dei Giovani Musulmani d’Italia. Ha parlato la presidente dell’associazione Amici del Parco Trotter, che da anni si occupa di “coesione sociale”, e la senatrice Marilena Adamo, che poco tempo fa ha promosso un’interrogazione parlamentare sul problema del permesso di soggiorno.

 

Le problematiche sono ben riassunte nelle “cinque promesse” del candidato che tutti hanno sottoscritto, ma a ciò si sono unite utili precisazioni caratterizzate da realismo e consapevolezza: Mukrim, dell’associazione al-Khalifa, si augura che questi “non siano solo i punti di un programma elettorale ma che costituiscano le basi di un progetto reale”. Al suo appello si sono uniti molti altri che per anni hanno visto aprirsi degli spiragli, come la sanatoria, e poi si sono sentiti sbattere la porta in faccia. Saidou, del Comitato Immigrati, rivolgendosi a Boeri gli dice “amico dai voce al basso, la cooperazione è un percorso dal basso!”.

 

Gino Di Maro, avvocato esperto in diritto dell’immigrazione, ha suggerito l’esperienza romana dei “consiglieri aggiunti” per sopperire all’attuale assenza del diritto di voto amministrativo. Ainon Marikos del Movimento Cittadini del Mondo, straniera di lunga data che conosce ormai fin troppo bene la politica milanese dice: “vedere dopo tanti anni un sindaco di centro sinistra è un sogno che coltiviamo tutti, e questa volta questa parte politica ci dà l’imbarazzo della scelta di candidati perché vedo un ascolto e un’attenzione ad un tema molto importante per la nostra città”.

 

“Abbiamo camminato, lungo era il cammino; abbiamo pianto, incerto era il destino; abbiamo rischiato, violento era l’oceano, ma siamo anche arrivati, però discussa era l’accoglienza dell’immigrato. Andando attraverso il mondo con un po’ di coraggio e gioia e tanta nostalgia c’è una sola canzone per tutti gli immigrati del mondo: terra vado via, terra della mia infanzia vado via, terra della mia gente vado via, terra dei miei antenati vado via, terra ti voglio bene ma vado via cercando la via della felicità”. Quando il rappresentante dell’African Forum in Italy ha intonato i versi della “canzone del migrante” credo che i brividi siano venuti a tutti. “Cari amici - aggiunge poi - oggi nasce la speranza per noi che siamo stati costretti ad andare alla ricerca della felicità lontano dalla nostra terra, ma stiamo anche attenti perché con il buonismo ci hanno fregato! In questa città c’è anche la delinquenza e accanto a queste belle proposte è necessaria una strategia concreta per risolvere questo problema ed evitare di cadere nelle critiche del buonismo”. Una delle sue proposte è di fare un concorso per vigili accessibile agli stranieri. Ma chi sono gli stranieri? Stranieri oltre agli immigrati, conclude Boeri, sono gli educatori della scuola pubblica, gli anziani che faticano a muoversi, le famiglie che si devono confrontare ogni giorno con un costo della vita troppo alto, stranieri siamo tutti noi che vogliamo cambiare città!

di L. F. (8 novembre 2010)

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