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Milano
Donne di origini straniere, decise a far sentire la propria voce. Sono state loro le protagoniste del consiglio comunale all'aperto organizzato sabato mattina davanti a Palazzo Marino a Milano. Una manifestazione organizzata dall'associazione PrimoMarzo Migranti seguita da circa 50 persone.
La cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, il diritto a cure adeguate anche attraverso il potenziamento dei consultori, la costruzione di una moschea a Milano, il diritto di voto amministrativo per chi risieda da almeno 5 anni in città, luoghi di aggregazione per i giovani e il bando della cultura dell'odio e della discriminazione promossa dal Comune. Queste le principali rivendicazioni del gruppo di donne impegnate a scuotere la politica milanese partendo dai diritti degli immigrati. Nelly Diop, presidente dell'associazione, Dijana Pavlovic, Najat Tantaoui, Diarra Fam, Daimarely Quintero, Valerie Avlessi, Mirtha Calceta, Lili Zinga Mbatshi.
In vista delle elezioni della prossima primavera chiedono che gli stranieri vengano coinvolti nell'amministrazione della loro città. Per questo hanno deciso di unirsi e di "sganciarsi" dal comitato Primo Marzo che l'anno scorso ha portato in piazza migliaia di persone esasperate dalla politica discriminatoria del governo Berlusconi. La necessità di autorappresentarsi, senza delegare le proprie battaglie a chicchessia, evitando strumentalizzazioni politiche e sindacali, è stata la spinta che ha portato alla nascita della loro associazione. "Nessuna volontà di escludere gli italiani, che peraltro ci aiutano e sostengono - assicurano Nelly Diop e Dijana Pavolovic - solo la voglia di essere protagoniste senza condizionamenti di sorta".
di giba (23 settembre)
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