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Milano
L'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi minaccia di denunciare il Comune se non rispetterà gli accordi presi in fatto di assegnazioni di case Aler ai rom, e dice no al "tentativo di scaricare all'azione caritativa l'onere di soluzioni a questioni di competenza di chi ha la responsabilità di amministrare". Insomma la Chiesa di Milano non la manda a dire e diffonde un documento, all'indomani del confronto con gli enti gestori dei campi rom autorizzati della città (Cooperativa Farsi Prossimo, Casa della Carità, Centro ambrosiano di solidarietà), scritto da Erminio De Scalzi, vicario episcopale e delegato dall’arcivescovo Tettamanzi.
Non si chiedono privilegi per i rom, ma il rispetto degli impegni presi - spiega il documento, che anticipa anche la possibilità di azioni legali in caso di mancato rispetto dei patti sottoscritti con le istituzioni. Le case popolari erano infatti già state assegnate a molte famiglie rom, che avevano firmato contratti resi poi carta straccia dall'insorgere della Lega, destata dalle politiche anti-rom d'Oltralpe. "Promuovere la legalità, specie per le Istituzioni - scrive invece la Curia - significa anche rispettare gli impegni sottoscritti. Venir meno a questi patti, mentre avvia conseguenze legali ed economiche, compromette la credibilità e il senso delle stesse Istituzioni".
di MiDA (9 ottobre 2010)
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