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Milano

 

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Esuberante, multiforme, a tratti spiazzante lo spettacolo organizzato dall’istituto Confucio dell’Università degli studi di Milano, la sera dell’8 febbraio, per festeggiare il capodanno cinese. La data di inizio del nuovo anno è il 14 febbraio quando prende il via l’anno della Tigre. Con una settimana di anticipo si è messa in scena alla statale di Milano una esibizione davvero interessante e curiosa per chi non è avvezzo alla cultura cinese. Danze, musiche, canti, arti marziali, calligrafia, cerimonia del tè, sfilate, il tutto in un susseguirsi incalzante e senza sosta di performance. Lo scopo, più o meno esplicito, è quello di promuovere un’immagine meno scontata e più raffinata della Cina, offrire cioè un’alternativa all’opinione comune che vede nel gigante asiatico solo contraffazione e merce di bassa qualità. In effetti il livello degli artisti dell’Università di Canton è stato notevole e i rimandi culturali pieni di suggestione, come i canti lirici di un soprano dagli acuti altissimi o la versione cinese di “Romeo e Giulietta” risalente al IV secolo d.C e intitolata “Liang Shanbo e Zhu Yingtai”. Forse un po’ eccessiva nella sua voglia di dire tutto e subito ma senz’altro un’iniziativa utile ad avvicinare italiani e stranieri ai costumi cinesi.

 

Guarda il video della serata

di GB

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