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Foto di La storia di Rupika: darsi fuoco a 25 anni

La cronaca: Scandolara Ripa D’Oglio, Cremona, bassa Lombardia. Rupika una ragazza di 25 anni si è cosparsa di benzina e poi si è data fuoco. La tragedia si è consumata giovedì sera 23 settembre in una bella casetta di una strada tranquilla. I vicini di casa di Rupika hanno capito che qualcosa non andava perché il loro cane ha iniziato a latrare in modo insistente. E’ scattato l’allarme. Si pensava a qualche ladruncolo, o a qualche estraneo che girovagava per la strada, ma i vicini hanno notato del fumo uscire dalla casa di fianco. Sono intervenuti subito e nello stesso tempo hanno avvisato i vigili del fuoco. Sono entrati in casa è hanno visto l’orribile spettacolo: la giovane donna era avvolta dalle fiamme. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, sono intervenuti i vigili del fuoco di Cremona e i carabinieri di Robecco d’Oglio. Amici, conoscenti e vicini sono sotto choc per il gesto estremo.


Nel frattempo sono state avviate le indagini. La donna si sarebbe suicidata con la benzina, è stata trovata nella casa una tanica vuota. Prima del gesto estremo Rupika ha mandato un sms a un amico connazionale che aveva i toni dell’addio. Venerdì pomeriggio nella casa gli inquirenti hanno fatto un sopralluogo.


Testimonianze raccolte da alcune amiche di Rupika raccontano che il gesto potrebbe essere legato alla perdita del lavoro presso un ristorante di Volongo (Cremona), e il timore di un imminente rimpatrio. Rupika infatti aveva un permesso di soggiorno legato al lavoro, in caso di disoccupazione sarebbe dovuta rientrare in India, una situazione inaccettabile per Rupika, un’ossessione, tanto da portarla al suicidio.

 

Qualcuno molto vicino alla giovane Rupika ha scritto una lettera, che Mixa ha deciso di pubblicare. In poche righe riassume fatica e speranza, angosce e paure, sogni e incubi di una giovane ragazza venuta da lontano, ma che in un qual modo incarna le ansie sociali che affliggono un mondo sorretto sull’ingiustizia e sull’incertezza del nostro presente comune. Nessuno se ne tolga, l’omertà è una vergogna per peggiore dell’indifferenza, l’attuale situazione economica sta intaccando tutti, in modo negativo livella il sentire comune rispetto alle esigenze primarie della vita, migranti e locali dinnanzi allo spettro della povertà. Povertà che Rupika conosceva bene e da cui è fuggita, lontano.

 

"Rupika ha 25 anni. Viene dalla grande India, meravigliosa e tremenda. Vive a Scandolara Ripa d’Oglio, Cremona. E’ volonterosa, intraprendente e indipendente. Lavora in un ristorante. Ha delle amiche, indiane e cremonesi. Abita da sola, in una bella casa nuova. Ma le piace stare con la gente. Ha tanta voglia di vivere e di vedere il Mondo. Ma adesso, dopo tanto lavoro, l’hanno licenziata. Senza lavoro, niente permesso di soggiorno. E senza, non si può più vivere in Italia.


Si diventa “clandestini”. Fantasmi. Criminali. O si torna in India, subito; o si finisce in galera. Come stabilisce la Legge Bossi-Fini. Perché “bisogna essere cattivi”, come dice il ministro Maroni. Tre giorni fa Rupika si è suicidata. Si è data fuoco, nella sua casa nuova. A Scandolara Ripa d’Oglio. Cremona. Nessuno sa ancora “perché”. Molti la stanno piangendo.


Qualcuno si interroga? Qualcuno si vergogna? Noi sì. Tanto. Troppo. Ciao Rupika, cittadina del mondo. Adesso voli libera. Perdonaci, se puoi"
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di VG (1 ottobre 2010)

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