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Prefetto di Milano contro Ministero dell'Interno: la questione? E' quella tutta politica - in senso negativo - che riguarda i rom. Come già sottolineato dall'opposizione di Palazzo Marino, il tentativo di sottrarre ai rom le case Aler già assegnate dal Comune, solo perché si è alzata l'attenzione sul tema, è pura "propaganda".

Esattamente come non poteva non essere, il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha sottolineato oggi: "Gli alloggi già assegnati non si toccano". Sono 11 le famiglie rom che avevano già firmato il contratto e prenderanno possesso dei loro alloggi Aler. Finisce così - sembra - "la linea dura" annunciata solo pochi giorni fa da Maroni a Milano, e supportata da Lega e Pdl. Altro discorso per le rimanenti 14 famiglie, che rimarranno invece escluse.


"Ci sono atti firmati che vanno rispettati - ha semplicemente spiegato il prefetto Lombardi -. È chiaro che adesso passeremo a esaminare accuratamente i casi restanti". Sollevato Don Colmegna, presidente della Casa della Carità, che aveva sempre sostenuto lo stesso principio: "Adesso temiamo che sull'onda delle polemiche nessuno ci aiuti a trovare soluzioni abitative private. Ho una grande paura per la tensione sociale che si sta creando. Lo dico per il bene di tutti: abbassiamo i toni".


Come non detto. Schiacciata dal diktat leghista, il sindaco Letizia Moratti insiste e sconfessa il lavoro della sua stessa giunta, che immaginiamo concordato con lei: il lavoro dell'Assessore Mariolina Moioli, ideatrice del progetto di assegnazione delle case. "Andiamo avanti con la linea di rigore, si fanno i rimpatri e non si danno case del Comune a chi verrà allontanato dal campo", ha detto la Moratti. Il ministro Roberto Calderoli dal canto suo fa sapere: "Le case popolari sono per chi ha pagato le tasse".


Il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, chiede all'assessore Mariolina Moioli di fare "chiarezza o dare le dimissioni". E' lei infatti l'unica accusata di aver tirato dritto con un piano concertato con lo stesso ministero dell'Interno. A difesa della Moioli, dopo l'ennesima pugnalata alle spalle, resta una parte del centrodestra: "Il ruolo della Moioli non è in discussione", sostiene Carlo Fidanza, Pdl. La Moioli nel frattempo tace, e ha rimesso tutto in mano al prefetto Lombardi.

Sulla faccenda si è espresso anche Matthew Newman, portavoce del commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding, che ha detto (forse memore dell'esperienza francese, dove Sarkozy ha umiliato la Reding): il caso Milano non rientra nelle competenze della Commissione, perché "non riguarda la libera circolazione delle persone".

 



Ultima reazione pervenuta è quella del vice Sindaco di Milano e Riccardo De Corato che è anche deputato del Pdl, che si domanda se Maroni ha cambiato idea: "Il prefetto Gian Valerio Lombardi è persona corretta che ha il senso delle Istituzioni. E non credo che abbia fatto dichiarazioni senza aver consultato il ministro dell’Interno Roberto Maroni. A questo punto sulla questione delle 11 case assegnate ai rom è necessario fare presto chiarezza. Ed è lecito chiedersi: il ministro ha forse cambiato idea rispetto a quanto concordato due giorni fa a Milano?"

di MiDA (29 settembre 2010)

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