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Milano
Aveva detto e ribadito che non sarebbe entrato nella questione immigrazione, nonostante i tanti appelli del sindaco Moratti, e invece - per i rom - Maroni sbarca in Prefettura, a Milano, per un vertice che toglie ogni dubbio: il campo nomadi di Triboniano sarà chiuso nelle prossime settimane - "entro la fine di ottobre" - e nessuna famiglia sarà spostata in alloggi di propietà del Comune, tanto meno nelle case popolari.
Sulla falsariga di quello che sta succedendo in Francia, con il governo che sta "rispedendo a casa" i rom di origine rumena e bulgara, il ministro dell'Interno ha confermato che lavorerà a una nuova legge, che consenta di allontanare anche i cittadini di Paesi dell'Unione europea che non hanno un reddito e un lavoro sufficienti per il proprio mantenimento. Questa possibilità è prevista da una direttiva Ue del 2004 che disciplina proprio il soggiorno dei comunitari. Ma la libera circolazione dei cittadini dei Paesi membri nell'Unione è un punto fisso dell'Europa unita. La nuova norma rischia di non avere il lasciapassare della Commissione Barroso, che sta pensando da settimane di aprire una procedura d'infrazione contro la Francia per lo stesso motivo. Maroni vede come un pericolo l'allargamento dell'area Schengen nel 2011 a Romania e Bulgaria.
Il ministro dell'Interno conferma così la linea dura già annunciata: "Noi andremo oltre" le misure adottate da Parigi, aveva detto dopo le polemiche seguite alle deportazioni di Rom avvenute Oltralpe. Il ministro ha infatti specificato che questa sarà la linea per tutto il territorio italiano.
"Nessuna delle famiglie che saranno allontanate dai campi nomadi regolari di Milano, e che hanno i titoli per restare in città, saranno ospitate in alloggi popolari, come originariamente previsto nel piano per l'emergenza rom" ha annunciato al termine del vertice in Prefettura. Niente case Aler quindi. Avranno "una sistemazione o nella disponibilità del patrimonio immobiliare del Comune". No anche agli immobili confiscati alla mafia, perché "sono immobili passati al Comune" ha precisato Maroni. Dove andranno "le famiglie titolate a restare" non è invece dato sapere.
Al vertice erano presenti il sindaco Letizia Moratti, il prefetto e commissario straordinario per l'emergenza rom Gian Valerio Lombardi, il presidente della provincia Guido Podestà e per la Regione l'assessore alla sicurezza Romano La Russa e il presidente del Consiglio Regionale Davide Boni.
Gongola la politica milanese: “Andremo avanti – ha fatto subito sapere il vicesindaco De Corato – con la linea degli allontanamenti incrementando nei prossimi giorni le operazioni contro gli abusivi. Questo per lanciare un chiaro e inequivocabile messaggio oltre confine, in vista dell’entrata della Romania nell’area Schenghen”.
di MiDA (27 settembre 2010)
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