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Finalmente è venerdì! Il popolo cairota aspetta con entusiasmo questo giorno festivo della settimana.
Circa 15 milioni di musulmani si svegliano presto per il "gomaa", la preghiera del venerdì in cui tutti i fedeli si riuniscono nelle varie moschee della città.
 

Il Cairo è abitata da circa 20 milioni di persone, escludendo i pendolari e i turisti, 5 milioni sono cristiani ortodossi e anche loro approfittano della festività per riunirsi nelle varie chiese situate in quasi tutti i quartieri della capitale egiziana per andare a Messa.


Le strade qui il venerdì mattina sono vuote, cosa davvero insolita essendo abituati al traffico e al caos di tutta la settimana lavorativa; non si sentono più rumori o schiamazzi, ma solo la dolce voce degli Imam che leggono il Corano, mentre in alcune zone rintoccano le campane.
 
 
Il sole non dà un attimo di tregua e la temperatura è sempre abbastanza alta in queste prime ore della giornata e cosi, finita la preghiera, si torna a casa e si pranza con tutta la famiglia. È un giorno di "rimpatrio": nelle case cairote capita spesso di invitare i parenti stretti. Si chiacchiera tutti insieme delle questioni familiari, delle nuove nascite, dei matrimoni futuri ma anche delle perdite di alcuni cari. Ci si ritrova con una ventina di persone o anche più; i bambini corrono in giardino, le mamme e le zie parlano in cucina, mentre i loro mariti discutono della politica internazionale. Ad una certa ora però ci si ritrova tutti e si mangia assieme, creando davvero un'atmosfera calda e accogliente.


Le ore passano in fretta e finalmente arriva il tramonto: la gente comincia a uscire e si riempiono velocemente le strade, le piazze e i parchi. Sono le 19:00. Comincio a prepararmi, mentre mi chiamano gli amici per decidere in quale "caffè" andare a bere il tè stasera. 
Ci metto molto poco a vestirmi; il miglior modo per ambientarsi in un Paese è cercare di rispettare il più possibile gli usi e costumi. Così decido di indossare pantaloni lunghi - quasi sempre jeans - e una semplice maglietta o anche una camicia, ricordandomi però di abbottonarla fino al collo.


Scelgo di lasciare la macchina e di usare i mezzi pubblici, che, nonostante l’ora non sono ancora molto affollati. Mentre mi avvio verso "west el balad" ossia il centro della città, osservo quanto sia piena di luci Il Cairo; i cartelloni pubblicitari sono dappertutto, i negozi sono sempre aperti e pare facciano a gara a chi sia capace di illuminarlo di più. Mi accorgo che il traffico aumenta ma per fortuna io sono già arrivato al mio locale preferito.

 
Meno male che il proprietario mi conosce e mi tiene sempre riservato il mio posto; mi trovo seduto su una sedia di legno riparata almeno una decina di volte così come il tavolino, ricoperto da un'enorme tovaglia di un color rosso vivo. Sono circondato da avventori di tutte le classi sociali e osservandoli cerco di indovinare il mestiere di ognuno di loro... Spesso capita di poter parlare di lavoro con persone conosciute al momento e di poter fare nuove amicizie. Alla fine in quel "caffè" siamo tutti uguali così com'è in genere nella vita: cristiano o musulmano, con la tunica o con i jeans con la barba o rasato...

 
Puntuale al mio appuntamento, attendo il ritardo dei miei amici, circa 10 minuti, che come al solito arrivano scusandosi e come sempre le scuse sono accettate, conoscendo quanto sia difficile spostarsi nella metropoli. Finalmente comincia la nostra serata: chiamiamo subito uno dei camerieri che ci porta il tè e la "tavola" (un gioco simile alla dama italiana, ndr) e passiamo 2 o 3 ore giocando e parlando di politica o di calcio. Nella mia vita avrò bevuto un centinaio di tè diversi, ma quello di questo posto ha sempre avuto un sapore particolare. Qualche volta capita che si avvicini una signora anziana e aprendo la mano ci chiede la carità, ma prima prega per noi a voce alta che tutto ci vada per il meglio, salute, lavoro e anche amore, quindi fa in fretta a convincermi, ricordandomi di essere generoso nei confronti di chi ha bisogno.
 

Abbiamo deciso che per le 22:00 ci affittiamo una barchetta a vela sul Nilo per goderci l'aria fresca che arriva direttamente dall'alto Egitto. Facciamo una scorta di noccioline e ci avviamo. È bellissimo!! Osservare il riflesso dei grattacieli lungo il fiume, farsi accarezzare dal vento e notare quanto viva sia questa città fino a notte fonda. Sdraiarsi e guardare il cielo sognando un futuro, una famiglia e tanti bambini.


Passano le ore e il Cairo si svuota: è ora di tornare a casa, carichi per una nuova settimana e chissà, venerdì prossimo cosa si farà, magari ci riuniamo per guardare qualche partita importante oppure saremo invitati a qualche matrimonio o andremo al cinema. 
 

Domani è un altro giorno, ciao venerdì, buonanotte Cairo...

di Sami Badr (28 ottobre 2010)

{ 3 Commenti }

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Daniela ha scritto:
2010-10-28 22:14:08
Il Cairo è la meta che più sogno e desidero vedere per scoprire il fascino e le emozioni di una civiltà tra le più antiche ... Complimenti per l'articolo, le descrizioni così reali, semplici ed umane è come se ti portassero per le vie del Cairo, nei suoi locali, lungo lo splendore e le meraviglie delle sponde del Nilo ... Ricordiamoci: siamo tutti uguali! Spero poter leggere degli altri articoli Ciao
roma kareem ha scritto:
2010-10-28 23:45:34
buona furtona
khaled ha scritto:
2010-12-14 16:38:54
DA VERO SEI BRAVO HAI SCRITTO DELLE PAROLE MOLTO BELLE GRAZIE DA CUORE
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