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L’annuncio dei Pixies - un gruppo di rock alternativo statunitense - di cancellare le date dei loro concerti in Israele in segno di protesta per la strage compiuta dall’esercito israeliano sulla nave Mavi Marmara della Freedom Flotilla, è solo l’ultimo forfait in ordine di tempo dal mondo della musica. L’embargo musicale ha dato la misura dell’attuale isolamento internazionale dello Stato ebraico. Intanto Israele allenta l’embargo su Gaza e premette l’ingresso nella Striscia di dolci, succhi di frutta, spezie e – addirittura - schiuma da barba. La conferma arriva dal funzionario palestinese Raed Fattouh, che sottolinea il peso delle critiche internazionali seguite al blitz sanguinoso alla Freedon Flotilla, sulla decisione israeliana di allentare l’embargo. Fattouh dichiara l’abbassamento delle misure restrittive altamente insufficiente: “vogliamo che Israele sospenda subito il bando sul tessile, sui prodotti per la scuola e soprattutto consenta il trasferimento di ferro e cemento nella Striscia”. Grazie all’operazione Piombo Fuso, infatti, 14 mila case sono state totalmente o parzialmente distrutte insieme a 68 edifici governativi e 31 edifici di organizzazioni non governative. Ci sono per le strade 600 mila tonnellate di macerie da rimuovere, mescolate a materiali tossici, che potrebbero contenere bombe ancora inesplose. E' necessario rimuoverle per garantire l'incolumità dei cittadini di Gaza, e per semplificare l’arrivo degli aiuti umanitari e dei servizi sociali.
di Angiola Bellu
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