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Aveva raccontato le proteste dell’Onda verde, il movimento di opposizione sorto dopo la contestata rielezione presidenziale di Ahmadinejad. Per questo Maziar Bahari, giornalista di Newsweek con doppio passaporto iraniano e canadese, è stato condannato in contumacia da un tribunale di Teheran a 13 anni e 6 mesi di carcere e 74 frustate. Il reporter era finito in manette a giugno 2009 insieme ad altri attivisti politici: dopo 4 mesi in cella, ad ottobre era stato rilasciato grazie al pagamento di una cauzione da 300mila dollari. Un sospiro di sollievo per Bahari subito tornato a Londra dalla moglie in attesa di un figlio.
“Collaborazione e collusione in atti contro la sicurezza nazionale, detenzione di documenti confidenziali, offese al presidente e propaganda contro il sistema” le accuse che hanno portato alla condanna del giornalista. “Il regime vuole spaventare più gente possibile” ha commentato Bahiri all’Associated Press. Intanto però nelle prigioni iraniane restano reclusi almeno una trentina di giornalisti, scrittori e blogger, tra cui anche il regista Jafar Panahi, scelto come giudice al festival di Cannes e per cui il governo francese ha chiesto la liberazione.

di CS

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