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Torna l’incubo Abu Ghraib a Baghdad. Nel 2004 la prigione centrale della città fu teatro di feroci sevizie e umiliazioni compiute ai danni di prigionieri iracheni da parte di soldati statunitensi e britannici. Oggi Human Rights Watch denuncia la presenza di una prigione segreta nella capitale irachena dove la tortura si praticherebbe di routine. Questa volta i carnefici sarebbero gli stessi iracheni. Le autorità negano fermamente l’esistenza di un centro di detenzione segreto, ma la Ong internazionale basa le sue accuse sulla testimonianza di oltre quaranta persone passate attraverso l’incubo della detenzione segreta.
Il sito on line della tv inglese BBC racconta di un ex prigioniero di 68 anni con doppia cittadinanza, irachena e britannica, selvaggiamente picchiato, sodomizzato e sottoposto a pesanti scariche elettriche. Pare che le torture, oggi a carico di presunti terroristi, siano più feroci di quelle destinate ai prigionieri politici del regime di Saddam Hussein. Per gli eserciti occidentali sembra più facile esportare tecniche di tortura che democrazia.
di ab
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