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Rischia di tornare altissima la tensione in Iran tra regime e oppositori. Due uomini, arrestati durante le manifestazioni scoppiate dopo le contestate elezioni presidenziali di giugno, sono stati condannati a morte per essere 'nemici di Dio', membri di gruppi armati e sovvertitori dell'Islam. I due sono ritenuti i primi a essere giustiziati per i disordini. Almeno 30 manifestanti sono stati uccisi negli scontri seguiti alle elezioni, ma l'opposizione parla di 70 persone morte, migliaia fermate e circa 200 ancora in carcere. Ufficialmente non si conoscono i nomi dei giustiziati, ma secondo molti si tratta con certezza di Ali-Zamani, attivista condannato lo scorso ottobre. Il suo avvocato sostiene che l'uomo avrebbe confessato le accuse, solo dopo che sono stati pesantemente minacciati i suoi familiari. Secondo le associazioni in difesa dei diritti umani Ali-Zamani la sua colpa era quella di lavorare per una radio.

di FB

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