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Italia
Gli immigrati cominciano forse ad avere qualche diritto, almeno agli occhi dei giudici del Tar della Toscana. Il Tribunale amministrativo regionale, infatti, ha condannato la questura di Firenze per non aver dato notizie per un anno e mezzo a un cittadino giapponese che chiedeva lumi sul rinnovo del proprio permesso di soggiorno. Un caso non isolato, purtroppo: è la norma, per gli stranieri, non ricevere i documenti nei tempi previsti e si accumulano i ricorsi al Tar per ritardi, silenzi e inadempimenti della pubblica amministrazione. Immigrati che, per le inefficienze dello Stato, sono costretti a vivere ansie e restrizioni, in attesa di veder confermata la regolarità del loro soggiorno.
Il caso toscano inizia il 2 febbraio 2009 quando un cittadino asiatico chiede il rilascio del permesso di soggiorno. Passano 8 mesi e la questura comunica che ci sono “motivi ostativi” all’accettazione della domanda. Lo straniero fornisce spiegazioni e chiede un provvedimento che accolga o respinga definitivamente la sua richiesta. E’ qui che scatta il silenzio dell’amministrazione, nonostante i ripetuti solleciti. Per avere una risposta il cittadino giapponese si è dunque rivolto al Tar che gli ha dato ragione: la questura di Firenze dovrà dunque chiudere il procedimento entro 30 giorni e pure pagare le spese legali.
di CS (30 giugno 2010)
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