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La Corte Costituzionale boccia l’aggravante di clandestinità, che scomparirà quindi dal nostro codice penale. Promosso, invece, il reato di ingresso e soggiorno illegale, ma decade se c'è un 'giustificato motivo'. Sarebbero queste le decisioni prese a maggioranza dalla Consulta lo scorso 9 giugno, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Ansa. L'aggravante di clandestinità è stata introdotta due anni fa e prevede un terzo della pena in più se chi commette un reato è in Italia senza regolare permesso di soggiorno. L'Alta Corte ha abrogato la norma, sostenendo che in questo modo si punirebbe due volte l'immigrato irregolare, già condannato per il reato di clandestinità. L'aumento di pena dipenderebbe infatti solo dallo status di essere in Italia senza documenti e non dalla maggiore pericolosità sociale di chi l'ha commesso o dalla maggiore gravità del reato. La Corte Costituzionale avrebbe invece confermato il reato di ingresso e soggiorno illegale, introdotto la scorsa estate dal cosiddetto pacchetto sicurezza. La Consulta però avrebbe stabilito che è compito dei giudici (in questo caso dei giudici di pace, ndr) valutare caso per caso se la presenza irregolare dell'immigrato sul suolo italiano sia dovuta a un giusticato motivo. Se così, il reato non esiste più. Le motivazioni delle sentenze saranno depositate entro la fine del mese di giugno.
di FB
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