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Favoreggiamento all’immigrazione clandestina, aggravato dall’elusione fiscale. Questo il reato di cui si macchia chi affitta posti letto agli immigrati irregolari a un canone esagerato rispetto alle condizioni dell’alloggio, anche se nello stesso appartamento abitano stranieri in regola con il permesso di soggiorno. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Cassazione con una sentenza (la n.15464), pronunciata il 22 aprile. La Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato da un cittadino egiziano contro il sequestro preventivo di un appartamento di sua proprietà: la casa, alla periferia di Milano, era praticamente adibita a dormitorio di stranieri con posti letto che costavano fino a 200 euro al mese. Nel mirino dei giudici, l’ingiusto profitto. “È corretto ritenere – si legge nel dispositivo – che anche l’introito corrispondente alla sicura elusione fiscale che si realizza mediante la locazione a soggetti che, per la loro condizione di illegalità nel territorio dello Stato non potranno mai chiedere la registrazione o la regolarizzazione del rapporto locativo, contribuisca ad incrementare un profitto già di per sé ingiusto”.

Scarica da qui la sentenza

di CS

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