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Ora è ufficiale: il permesso di soggiorno non è richiesto tra i documenti che gli immigrati devono presentare se vogliono iscrivere i figli agli asili nido. Le strutture comunali saranno dunque aperte anche ai bimbi con i genitori irregolari nel nostro Paese. A fare finalmente chiarezza sulla vicenda, di cui Mixa si è già occupata, la pubblicazione da parte del ministero dell’Interno della circolare con cui aveva risposto ai dubbi sollevati dal comune di Bologna. Restava da capire se in quel documento il via libera all’accettazione dei figli di immigrati irregolari nei nidi valesse solo per l’Emilia Romagna oppure anche per i casi simili registrati in altre città, come Torino e Padova.
La circolare del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione fuga ogni dubbio: “Alla luce delle vigenti norme nazionali e della legge della Regione Emilia Romagna n. 1/2000 e successive modificazioni e integrazioni, per le domande di iscrizione all’asilo nido di minori stranieri non sussiste alcun obbligo di esibire il permesso di soggiorno”. Nelle sue valutazioni, dunque, il ministero ha fatto prevalere il diritto dei minori all’istruzione, come stabilito dall’articolo 45 del regolamento di attuazione del Testo unico sull’immigrazione, rispetto all’articolo 6, comma 2, dello stesso provvedimento che richiede il permesso di soggiorno per prestazioni sanitarie e scolastiche obbligatorie. In questi casi, dunque, i comuni o altri uffici pubblici non dovranno segnalare alle autorità la eventuale condizione di irregolarità dei genitori stranieri.

 

Clicca qui per leggere la circolare

di CS

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