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Svolta nelle indagini sui disordini scoppiati a Rosarno all'inizio di quest'anno tra africani che lavoravano nella piana di Gioia Tauro e diversi abitanti della cittadina calabrese. Gli investigatori hanno individuato una presunta organizzazione che si occupava di reclutare e sfruttare i lavoratori immigrati impiegati nel settore dell’agricoltura. Trenta persone sono finite agli arresti a Rosarno con le accuse di associazione per delinquere, violazione della legge sul lavoro e truffe nel settore dell’agricoltura. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del tribunale di Palmi che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica. I magistrati hanno chiarito che si è potuti arrivare al blitz grazie alla denuncia dei lavoratori sfruttati. Quello che esce dalle pagine dell'ordinanza è drammatico. Al vertice ci sono loro, i proprietari terrieri che si comportano esattamente come schiavisti. Sotto di loro, i caporali, tutti stranieri, "in genere uno per ogni etnia" si legge nelle parole del giudice per le indagini preliminari Silvia Capone. Almeno 500-600 i lavoratori sfruttati. Ogni caporale ne gestisce tra i 20 e i 30. Sono direttamente loro a sceglierli e a pagarli. I proprietari terrieri, tutti di Rosarno, incensurati e quindi agli arresti domiciliari, sono 21. Dietro alle sbarre sono finiti i 9 caporali: 4 marocchini, un sudanese, due egiziani e due algerini. Arrestate anche due donne: una bulgara di 54 anni che ogni mattina guidava il camion per i trasferimenti e un'italiana, la vicepresidente della cooperativa Citrus. Dai documenti dei giudici si ricostruisce anche la giornata tipo degli immigrati sfruttati. Iniziano a lavorare alle prime luci dell’alba e finiscono al tramonto. Dormono all'interno di ruderi fatiscenti, in condizioni igieniche impensabili. Gli stranieri hanno spiegato ai magistrati anche i dettagli sulla loro paga: 25 euro al giorno, 1 euro a cassetta per i mandarini e 50 centesimi a cassetta per le arance. Dalla cifra complessiva bisogna togliere 3 euro per il trasferimento, trattenute dal caporale. Il titolare dell’azienda agricola versa 30-35 euro al giorno. La differenza, circa dieci euro, va ai caporali, che spesso si rifiutavano di pagare chi lavorava per ore nei campi. Secondo l'indagine, bulgari e rumeni sfruttano anche i minori. I caporali fanno cartello comune, e quando uno straniero si lamenta, reagiscono di conseguenza tutti insieme. Chi si ribellava subiva ritorsioni e minacce. La rivolta di Rosarno esplose dopo il ferimento a colpi d’arma da fuoco di due lavoratori extracomunitari. I 21 proprietari terrieri, agli arresti domiciliari perché incensurati, sono stati colpiti duramente dal punto di vista economico. Sequestrate 20 aziende e 200 terreni per un valore di 10 milioni di euro. La testimonianza degli stranieri sfruttati è stata confermata da numerose intercettazioni telefoniche. Quindici immigrati hanno ottenuto il permesso di soggiorno come previsto dalla legge nel caso di testimonianza fondamentale a un processo. Alcuni stranieri avevano già denunciato la situazione in cui erano costretti a lavorare prima dello scoppio della rivolta di Rosarno del gennaio scorso.

di FB

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Anna Carla Fornasetti ha scritto:
2010-04-29 15:13:04
che sta succedendo ora nei campi per le raccolte di questa estate?
Antonio ha scritto:
2010-04-29 17:28:42
Per la prima volta mi sento fiero di essere calabrese. Ovviamente non come quelli che sfruttano gli immigrati, ma come questi magistrati che combattono ogni giorno perché la nostra amarissima terra posso vedere la luce. Grazie a voi che ci tenete sempre aggiornati sulla situazione di Rosarno.