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Resistenza al fianco degli immigrati. Questa la parola d’ordine della sezione mestrina dell’Anpi, l’associazione dei partigiani, che il 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazifascismo, ha organizzato un dibattito intitolato “Diritti costituzionali dei migranti”. “L’Anpi è preoccupata per la nuova deriva razzista – ha spiegato dal palco la presidente Rosanna Zanetti – siamo pigri, non vogliamo affrontare le culture diverse. Dobbiamo abituarci a convivere nel pieno rispetto dei diritti costituzionali, dobbiamo accogliere gli immigrati che, tra l’altro, aiutano a risolvere i problemi economici di questo paese”. All’incontro anche la testimonianza di Elisa Giolo, alle prese ogni giorno con i diritti negati agli immigrati attraverso lo sportello della Cgil. “La Bossi-Fini – ha spiegato – crea clandestinità, invece di combatterla. Le quote dei decreti flussi sono una lotteria. Molti extracomunitari, da anni nel paese, hanno perso il lavoro e non ne hanno trovato un altro in 6 mesi, piombando nella clandestinità. E questa clandestinità a chi conviene?”. Forse agli imprenditori – mormora l’uditorio – e alle loro forme di sfruttamento.
Sul palco anche Elena Carradori, ex cooperante di una Ong in Kosovo, ora impegnata in politica con Rifondazione. “Sono stata un’immigrata di lusso – racconta – ormai in Italia la questione non può più essere trattata come un fenomeno, un’emergenza. Si pensa agli immigrati come schiavi, invece devono essere considerati una risorsa. La prima cosa da fare è semplificare l’accesso al diritto di cittadinanza: per una persona che lavora è fondamentale dire la sua perché partecipare alla vita sociale di una comunità significa il venir meno di forme di disagio”.
L’ultima parola del dibattito spetta al senatore democratico Felice Casson. “Il concetto di legalità – ha spiegato l’ex magistrato – può essere relativo perché le leggi le fa sempre una maggioranza, che impone la sua prospettiva. Qualcosa di superiore a cui fare appello però c’è: il nostro faro deve essere la carta costituzionale con i suoi principi universali e intoccabili”. Parole amare, dall’esponente del Pd, sulla Lega “imperante nel Nord Italia e nel Veneto con i suoi concetti pericolosi” e riflessioni sulla falsa equazione immigrato – delinquente. “La Bossi-Fini è criminogena – ha concluso Casson – è tornato questo odio verso il clandestino perché siamo in un periodo di crisi. L’intervento duro e cattivo verso l’immigrato, però, ha spesso un aspetto di pura propaganda. A Treviso l’inserimento degli stranieri c’è perché hanno capito che gli immigrati servono”.
di Chiara Semenzato
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