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Lavoro, permesso di soggiorno, crisi. Un triangolo da considerare. Lo faranno i migranti di Bologna riuniti sabato 31 gennaio in una “Giornata senza permesso”. “Un giorno di musica, canti e balli – spiega Matteo Battistini del Coordinamento Migranti di Bologna e provincia che organizza la manifestazione – ma con un profondo significato politico: siamo in un periodo di difficoltà, molti hanno perso il lavoro e questo ha reso ancora più evidente il ricatto cui si è sottoposti dalle leggi per ottenere il permesso di soggiorno”.
Domenica sarà dunque un’occasione di festa da vivere senza il bisogno di averlo questo permesso. L’iniziativa si collega ad altre fatte in passato dal coordinamento, che ogni primavera organizza una festa al quartiere Bolognina con un torneo di basket dedicato ai giovani immigrati di seconda generazione, ma anche allo sciopero del lavoro migrante del primo marzo. “Per loro – aggiunge Matteo Battistini - la crisi non vuol dire solo perdere il lavoro, ma anche potenzialmente perdere il diritto di rimanere in Italia. Il rischio è che diventi clandestino anche chi è qui da 15 anni e magari ha figli che parlano solo l’italiano. E’ sempre più evidente che la Bossi-Fini è una legge sul lavoro, non solo sull’immigrazione”. Questo il programma della giornata: in mattinata attività per i bambini, pranzo con piatti senegalesi, marocchini e pachistani, concerti e una tavola rotonda dal titolo: “La crisi non passa, che fine fanno i migranti?”. L’appuntamento è in via Papini 28 dalle 10 alle 20 (autobus 27).
di CP
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