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Potrebbero essere almeno 15mila gli immigrati che non riusciranno a ottenere la regolarizzazione in base alla sanatoria voluta dal governo e scattata a settembre: 15mila persone che, quindi, potrebbero essere espulse dall’Italia, nonostante la domanda di emersione presentata dal loro datore di lavoro. L’intricata vicenda è quella denunciata da un’imprenditrice triestina, Daniela Schifani Luchetta, di cui Mixa si è già occupata: le direttive della circolare Manganelli, emanata il 17 marzo 2010 e dunque molto dopo il via alla sanatoria, impediscono infatti all’immigrato di avere il permesso di soggiorno se ha ricevuto più di un decreto di espulsione. Nonostante la procedura avviata per l’emersione, infatti, agli stranieri viene contestato il reato di clandestinità, facendo scattare il rimpatrio.
A fare i conti sulle possibili espulsioni è l’Asgi, l’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione. “Mi stupisce la poca visibilità che sta avendo la vicenda – spiega Gianfranco Schiavone, membro del direttivo nazionale – eppure i numeri delle persone che potrebbero essere coinvolte sono importanti”. Le domande presentate per la sanatoria, infatti, erano 294.744 al 30 settembre 2009: nell’ipotesi che solo il 5% delle richieste venga respinto per questa circolare, si parla di almeno 15mila espulsioni. “Bisogna chiarire quanto prima che l’interpretazione della legge contenuta in quel documento è totalmente errata – conclude Gianfranco Schiavone – evitando così che migliaia di lavoratori che hanno scelto la via della legalità siano gettati di nuovo nella clandestinità”.

Clicca qui per leggere la circolare (non è funzionante il link del ministero)

di CS

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