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A Bologna niente iscrizione al nido per i figli degli immigrati irregolari. La decisione arriva dal Comune, commissariato all’inizio dell’anno, dopo le dimissioni del sindaco Flavio Delbono, e guidato dal prefetto Anna Maria Cancellieri. In sostanza – come recita il bando – saranno accettati nelle strutture comunali solo i bimbi di coppie straniere con regolare permesso di soggiorno. “In mancanza della documentazione – si legge – la domanda incompleta e priva dei requisiti necessari all’iscrizione non potrà essere accolta”.
La decisione non è passata inosservata e ha provocato lo sdegno del Pd e dei sindacati confederali che parlano di “lettura forzata e oggettivamente restrittiva” della legge sulla sicurezza in vigore dallo scorso agosto. Cgil, Cisl e Uil chiedono all’amministrazione un passo indietro richiamando l’esempio di altri comuni in cui il permesso di soggiorno non è richiesto e che basano le loro decisioni sul fondamentale diritto dei minori alla formazione e all’istruzione. Di provvedimento dal sapore razzista, parla apertamente il sindacato di base Rdb. “E’ un esempio da non seguire, una decisione inaccettabile e non condivisibile sul piano umano” dice la Provincia. Prende tempo, intanto, il commissario prefettizio: “Abbiamo chiesto un chiarimento al ministero – ha spiegato Anna Maria Cancellieri – le eventuali domande  saranno intanto accettate ed esaminate poi alla luce di questo parere”.

di CS

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