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Nelle scuole materne di Roma non ci potranno essere più di 5 bambini stranieri per ogni classe, anche se nati in Italia. Lo ha deciso l'assessore alle Politiche educative della Capitale, Laura Marsilio, che ha mandato una circolare agli istituti scolastici. Fino al 12 febbraio sono aperte le iscrizioni alle scuole dell'infanzia comunali. Se in una classe ci saranno più domande delle 5 previste da parte di famiglie immigrate, il Comune le smisterà in altre scuole dello stesso municipio. Per l’assessore Marsilio è un intervento per garantire un’efficace integrazione degli alunni stranieri (applicando un vecchio Regolamento della scuola dell’Infanzia, del 1996). Ma molti insegnanti denunciano: dove metteremo i bambini in più? In provincia di Roma erano 8.748 i bimbi stranieri iscritti lo scorso anno alle scuole dell’infanzia, l’8,1% del totale. Ma la situazione è molto diversa a seconda dei quartieri: a Colli d’Oro, periferia nord di Roma, in qualche sezione si contano al massimo quattro bimbi stranieri. Sulla Cassia in una piccola scuola con 77 iscritti, il 70% è straniero e alcune classi superano i 15 alunni figli di immigrati. Un altro problema riguarda il fatto che il tetto è applicato anche ai bimbi stranieri nati in Italia. “Nella maggior parte dei casi parlano perfettamente italiano, perché considerarli stranieri?”, si chiedono molti insegnanti. 

di ET

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