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Cittadinanzattiva ha promosso le prime azioni collettive, o class action, contro i ritardi nei permessi di soggiorno. Si tratta infatti di uno dei temi più segnalati dai cittadini stranieri presso i centri di ascolto dell'associazione che tutela i diritti dei consumatori. "Abbiamo quindi avviato due azioni, entrambe contro la Questura di Roma e il ministero dell’Interno, per il mancato rispetto dei tempi nel rinnovo dei permessi di soggiorno e dei permessi CE per soggiornanti di lungo periodo” spiega Mimma Modica Alberti, responsabile dell’area Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva.
Dallo scorso gennaio è possibile anche in Italia avviare cause collettive contro i ritardi della Pubblica Amministrazione. E' noto che i permessi di soggiorno, ma anche i ricongioungimenti familiari o la cittadinanza, finiscono spesso bloccati negli ingranaggi della burocrazia tricolore. E anche la class action è all’italiana, arma spuntata rispetto a quella americana: non prevede risarcimenti e ha - anche qui - i tempi lunghi del nostro sistema giudiziario. “Nonostante i suoi limiti però, l’azione collettiva può sollecitare la pubblica amministrazione” dice Alberti. Anzi che niente.
Il percorso dell’azione collettiva, spiega Alberti, è “lungo e tormentato” ma molto probabilmente - se le cause intentate fossero molte - il governo sarebbe costretto almeno a prendere in cosiderazione il problema. Si parte con una diffida alla Questura, che ha 90 giorni di tempo per rispondere. Se non lo fa si presenta un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, al quale può aggiungersi chiunque è vittima dello stesso disservizio. Il giudice può infine obbliga la Questura a rilasciare subito il permesso di soggiorno.
Si rischia comunque di dover aspettare anche più di un anno e magari il permesso sarebbe arrivato comunque. Ma “per capire se l’azione collettiva è uno strumento che funziona, non rimane che provarci” conclude Modica Alberti. Le spese di giudizio sono a carico dell’associazione, alla quale ci si può iscrivere con quote minime di un euro. Cittadinanzattiva sta raccogliendo segnalazioni anche via internet, verranno vagliate dai suoi esperti per capire se chi le ha inviate può unirsi alle azioni collettive già in corso o se se ne possono avviare di nuove.
di MiDA
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