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15 milioni di euro per aiutare i minori non accompagnati che arrivano in Italia. Li ha stanziati per il 2010 il ministero del Welfare che ha così rifinanziato il programma nazionale di accoglienza: presto sarà anche pubblicato il bando per ampliare la rete dei comuni coinvolti. Sono le amministrazioni locali, infatti, ad occuparsi del settore. Soldi a parte, però, c’è bisogno soprattutto di indicazioni precise e di una nuova regolamentazione: le chiedono le associazioni che lavorano con questi ragazzi dopo l’entrata in vigore del pacchetto sicurezza.
La legge 94 del 2009, infatti, prevede che i minori non accompagnati restino in territorio italiano almeno tre anni prima di diventare maggiorenni e che il loro percorso di integrazione presso gli enti riconosciuti duri almeno 2 anni. Elementi che mettono in seria difficoltà molti degli stranieri sotto i 18 anni arrivati da tempo in Italia. Secondo una prima ricognizione condotta da Save the Children in 6 grandi città, sono a rischio 3mila dei quasi 8mila minori stranieri già presenti: senza i requisiti indicati, infatti, al compimento della maggiore età, a quei ragazzi può essere contestato il reato di ingresso e soggiorno illegale. In pratica, a 18 anni, si trasformano all’improvviso in clandestini. Tutto dipende dall’interpretazione che sarà data alle norme dalle singole questure. Mancano un quadro coerente e un coordinamento su scala nazionale.
Preoccupazione è stata espressa anche dall’Anci, l’associazione dei comuni italiani che ha chiesto di non espellere a 18 anni i minori soli arrivati in Italia prima dell’entrata in vigore del pacchetto sicurezza. Lo stesso governo riconosce, però, la necessità di una riflessione seria su questa materia e – attraverso Mario Morcone, capo dipartimento per l’immigrazione del ministero dell’Interno – ha annunciato a breve un disegno di legge proprio sull’accoglienza dei minori non accompagnati. Un tema che Mixa sta approfondendo e su cui tornerà presto.

di Chiara Semenzato

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