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L’impegno degli studenti: saranno i mondi della scuola e dell’università a fare la differenza a Venezia e terraferma il primo marzo, giorno del primo sciopero degli immigrati in Italia. Universitari impegnati al fianco dei migranti “per una società e un mondo della formazione – dicono – che si fondino sulla cooperazione e sulla libertà”. Ma il lavoro degli organizzatori non si ferma agli atenei. “A scuola senza tetti e senza muri” il titolo dell’iniziativa organizzata a Marghera per sabato mattina dalla scuola di italiano Liberalaparola e dal Coordinamento dei genitori. Dalle 9 a mezzogiorno per la strada saranno insegnate le mille lingue che attraversano ogni giorno la città: scuola di arabo, bengalese, russo e afghano per i bambini che giocheranno tutti insieme. Il giallo arriverà soprattutto a Mestre il giorno del primo marzo: “Un giorno senza di noi”, come recita lo slogan dello sciopero, trasformato nella terraferma veneziana anche in “Un giorno con tutti noi”. Una piazza – nell’idea degli organizzatori – luogo di incontro tra vecchi e nuovi cittadini, italiani o stranieri, docenti e studenti, lavoratori stagionali, precari, ambulanti, genitori e bambini. Le iniziative scatteranno alle 9 del mattino con la manifestazione degli studenti che partirà dal municipio. Tutti in piazza Ferretto, invece, nel pomeriggio – ritrovo alle 17 – per colorare la festa di musiche, danze, sport e tradizioni del e dal mondo. “Il primo marzo – spiega il gruppo di Venezia – non faremo la spesa, non telefoneremo, non spediremo i soldi a casa e chi potrà non manderà i bambini a scuola e non andrà al lavoro. Scompariremo per un giorno dalla sfera economica, in cui sono confinate le vite precarie di questo paese, e appariremo nella sfera pubblica, dove le nostre azioni e le nostre opinioni possono contare e rappresentarci, diventare visibili e organizzate”. Anche chi non potrà essere fisicamente in piazza lunedì potrà aderire allo sciopero e manifestare concretamente la propria solidarietà: basterà avere qualcosa di giallo addosso, liberare un palloncino o mettersi un nastro legato al braccio.
di CS
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