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Governo al lavoro per preparare misure specifiche dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che non possa essere condannato chi non obbedisce a un foglio di via perché è troppo povero o comunque ha un altro “giustificato motivo”. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto che si era già occupato del “problema dello stato di indigenza dello straniero”. Insieme al foglio di via, può infatti essere consegnata a chi non ha il permesso di soggiorno “la documentazione necessaria per raggiungere gli uffici della rappresentanza diplomatica del suo Paese in Italia al fine di ricevere adeguata assistenza o ausilio” per il rimpatrio. Governo al lavoro per preparare misure specifiche dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che non possa essere condannato chi non obbedisce a un foglio di via perché è troppo povero o comunque ha un altro “giustificato motivo”. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto che si era già occupato del “problema dello stato di indigenza dello straniero”. Insieme al foglio di via, può infatti essere consegnata a chi non ha il permesso di soggiorno “la documentazione necessaria per raggiungere gli uffici della rappresentanza diplomatica del suo Paese in Italia al fine di ricevere adeguata assistenza o ausilio” per il rimpatrio. Evidentemente per la Consulta non è sufficiente. “La sentenza della Corte, - ha ammesso Maroni - pur non facendo venir meno formalmente il reato di immigrazione clandestina, tuttavia pone dei limiti all'attuazione del contrasto all'immigrazione clandestina, limiti ai quali la magistratura dovrà attenersi nel valutare la punibilità del reato di permanenza clandestina nei casi di reiterata inosservanza dell'ordine di lasciare il territorio nazionale”.
di FB (24 dicembre 2010)
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