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Si allungano i tempi di detenzione nei centri italiani di identificazione ed espulsione ma il risultato non cambia: nessun rimpatrio in più a Ponte Galeria, alle porte di Roma, almeno secondo l’analisi realizzata da Medici per i diritti umani (Medu). Il terzo rapporto dell’associazione, dal titolo emblematico Una storia sbagliata, parla chiaro: nella più grande struttura per immigrati del nostro Paese nel 2009 è stato rimpatriato solo il 38% degli stranieri, rispetto al 41% dell’anno precedente. Nessuna differenza poi sul numero degli espulsi trattenuti nei primi nove mesi del 2010: la percentuale si ferma oggi al 43% esattamente come quella rilevata nello stesso periodo del 2009. Numeri che, secondo Medu, non lasciano dubbi: “Se i dati saranno confermati a livello nazionale – si legge nel rapporto – riveleranno l’inutilità del prolungamento da 60 a 180 giorni della detenzione nei Cie, deciso dal governo. Il ruolo del Cie e della detenzione amministrativa nel contrastare l’immigrazione irregolare appare del tutto trascurabile, a prescindere da un’efficienza che, comunque, non risulta all’evidenza dei numeri”. Dai dati oggettivi, uno stringente ragionamento: se il trattenimento è stato allungato a 180 giorni – così spiegava il governo – per permettere di identificare e poi espellere gli irregolari e se a distanza di oltre un anno – il provvedimento è entrato in vigore nell’agosto 2009 – non c’è alcun risultato, significa che la misura è inutile. Oppure che la sua applicazione ha solo un intento punitivo.

di CS (16 novembre 2010)

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