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Italia
Veneto sott’acqua, danni per milioni di euro, migliaia gli sfollati, stato d’emergenza in 121 comuni: il disastro alluvioni a Nord Est fa scattare la solidarietà a rovescio. Gli immigrati non si tirano indietro, anzi: in centinaia si sono messi in fila per dare una mano, proponendosi come volontari nella macchina degli aiuti. “E’ il momento di dimostrare che siamo tutti vicentini” la loro promessa subito mantenuta. La voce è corsa su internet, tantissime le risposte dall’Unione immigrati di Vicenza, dal centro islamico e dalla comunità serba. Tutti in fila, carta d’identità o permesso di soggiorno in mano, accanto agli studenti, ai disoccupati, ai pensionati locali. Alle spalle le polemiche sulla sicurezza e il degrado che spesso accompagnano la parola immigrati in queste terre dove a farla da padrone sono spesso le idee leghiste. C’è chi non parla e, vanga alla mano, comincia subito a spalare il fango. “Siamo tutti fratelli – racconta al Corriere del Veneto un 27enne indiano – faccio quello che qualsiasi altro cittadino di Vicenza avrebbe fatto per me”. “Mi è venuto spontaneo venire – dice ancora un 32enne bosniaco – ci si deve sempre aiutare nel dolore e nelle difficoltà, senza farsi troppe domande. Ho sentito che serviva gente e allora eccomi qua”. Un aspetto positivo affiora da una tragedia. Forse è da qui che Vicenza deve ripartire.
di CS (4 novembre 2010)
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