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Un parere indispensabile che, per ora, non è arrivato. Il piano per l’integrazione e la sicurezza, che contiene il nuovo permesso di soggiorno a punti, resta ancora sulla carta. Indispensabile, per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il via libera della Conferenza unificata Stato – Regioni che, però, nella seduta del 28 ottobre scorso non ha affrontato la questione. Tutto rinviato a data da destinarsi: non è stata ancora fissata, infatti, una nuova convocazione dei rappresentanti di regioni, comuni e province autonome. Il piano nazionale, che detta le linee guida in materia di immigrazione regolare, era stato annunciato il 20 maggio e approvato dal Consiglio dei ministri il 10 giugno: un provvedimento che rivoluziona il rapporto tra lo Stato e gli stranieri attraverso l’accordo di integrazione, patto che al suo arrivo l’immigrato si impegna a onorare acquisendo tutta una serie di crediti per ottenere, alla fine, il permesso di soggiorno. Un meccanismo che presenta ancora alcuni lati oscuri, come le modalità e i finanziamenti per i corsi di cultura e lingua italiana, indispensabili agli immigrati per ottenere i punti. Il 27 ottobre, rispondendo a un question time alla Camera, il ministro dell’Interno ha assicurato che i soldi ci sono. “Sono garantite risorse pubbliche – ha detto Roberto Maroni – provenienti dal Fondo europeo per l’integrazione: sono stati stanziati 8 milioni di euro per il 2010, 12 per il 2011 e 7 per gli anni seguenti”. Fondi troppo scarsi, secondo la Conferenza Stato – Regioni, che chiede invece almeno 20 milioni di euro. Sono proprio gli enti locali infatti – lo ricordiamo – ad accollarsi la maggior parte delle spese per l’integrazione e a subire i tagli pesantissimi della scure Tremonti sulle politiche sociali.

di CS (2 novembre 2010)

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