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Italia
Il Governo ha torto, la Puglia ha ragione. Questo il senso della sentenza – la 299 del 2010 depositata il 22 ottobre – con cui la Corte Costituzionale ha bocciato l’ennesimo ricorso presentato dal Presidente del consiglio contro una legge che regola l’immigrazione varata da un ente locale, come già successo nei mesi scorsi per la Toscana. Ancora una volta i giudici hanno concentrato l’attenzione in particolare sull’assistenza sanitaria, sul diritto alla salute per tutti. La legge 32, varata in Puglia nel 2009, prevede infatti che possano accedere al medico di base anche i cosiddetti stranieri Stp, cioè solo temporaneamente presenti sul territorio e non in regola con le norme sull’ingresso e il permesso di soggiorno. Una disposizione inesistente a livello nazionale e che aveva fatto subito scattare il ricorso dell’esecutivo. La norma è stata, invece, dichiarata legittima dalla Consulta, dato che – si legge nella sentenza – “non altera le restrizioni sul tipo di cure cui lo straniero irregolarmente soggiornante ha diritto” e cioè cure urgenti o essenziali, anche continuate nel tempo. Cure urgenti, essenziali, continuate garantite anche per gli immigrati comunitari in pesanti difficoltà economiche anche se non iscritti al servizio sanitario regionale. “E’ una vittoria sul fronte delle politiche per la salute – ha commentato soddisfatta l’assessore pugliese al welfare Elena Gentile, promotrice della legge – ma è anche una vittoria di civiltà e di chiarezza”.
di CS (27 ottobre 2010)
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