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Italia
L’immigrazione in Italia non è un’emergenza. A dirlo Gil Fernandez, vicedirettore dell’agenzia europea Frontex, che per la Commissione si occupa del controllo delle frontiere, durante un incontro con la stampa a Varsavia, mentre sul tema si confrontavano i vertici dell’organismo con alcuni parlamentari italiani. “L’arrivo dei clandestini sulle coste italiane – ha spiegato il dirigente – è sceso al 4%. La pressione migratoria è dunque diminuita dal 12% registrato nel 2009”. Un calo drastico degli ingressi, dunque, secondo l’agenzia europea: un 72% in meno di arrivi sulle coste italiane che, tradotto in cifre, significa passare dai 7.863 clandestini approdati nel primo semestre 2009 ai 2.233 dello stesso periodo di quest’anno. Cambiamenti anche sulle rotte dei migranti: bloccati di fatto gli approdi via Sicilia o Sardegna, gli sbarchi – soprattutto attraverso yacht di lusso – cominciano ad aumentare in Puglia e Calabria con un sonoro +440%, dai 242 dell’anno scorso ai 1.307 registrati nel 2010.
Dati italiani comunque in linea con il trend del resto d’Europa che fa segnare un calo di arrivi del 24%. Dai 53.600 ingressi irregolari dei primi sei mesi dell’anno scorso si è passati ai 40.900 dello stesso periodo di quest’anno: in diminuzione soprattutto gli stranieri che, entrati regolarmente, restano sul territorio dopo la scadenza del visto (-22%) e i richiedenti asilo (-17%). “Ora la vera zona critica dell’Europa – ha precisato Fernandez – è la Grecia e le sue frontiere con Turchia e Albania, dove transita il 91% degli immigrati irregolari che entrano nel continente”.
di CS (25 ottobre 2010)
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