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Povertà sempre più  diffusa in Italia: a farne le spese moltissimi italiani ma anche molti immigrati. La denuncia arriva dal direttore della Caritas, monsignor Vittorio Nozza durante la presentazione delle iniziative legate all’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. La crisi comincia dunque a far vedere i suoi aspetti più laceranti senza guardare in faccia nessuno. Secondo l’organismo di solidarietà della Conferenza episcopale italiana, dal 2007 al 2008 c’è stato un incremento medio delle presenze di circa il 20% in tutte le strutture del territorio. “A Torino ad esempio – ha spiegato monsignor Nozza – è salita del 25% la richiesta di aiuto ai centri di ascolto della Caritas. A Como, invece, si sono serviti nel 2008 26 mila pasti in più rispetto all’anno precedente, un incremento di circa il 17%”. I nuovi poveri sono sia italiani sia stranieri. A Treviso, ad esempio, la percentuale di italiani in difficoltà economiche e che quindi si rivolgono alla Caritas sarebbe salito dal 18% del 2007 al 22% del 2008. In Molise, tra il novembre 2008 e il gennaio 2009, addirittura dal 42 al 59%. Povertà di ritorno anche tra gli immigrati. “In Toscana nel 2007 – ha raccontato ancora monsignor Nozza – il 20% degli stranieri si è rivolto per la prima volta alla Caritas, a 6 anni dall’arrivo in Italia”. A Venezia, invece, le badanti dell’Est europeo fanno fagotto: 4 mila, circa il 10%, quelle tornate in patria in meno di un anno. 

di CS

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