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Riforma della cittadinanza, le seconde generazioni trovano un nuovo alleato. Questa volta sono le Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) ad appoggiare la battaglia dei ragazzi nati in Italia da genitori stranieri per ottenere pieni diritti. La proposta ha trovato ampi consensi alla 46esima Settimana sociale dei cattolici italiani che si è svolta a Reggio Calabria. Un’idea anticipata, prima dei lavori, da Andrea Olivero, presidente delle Acli. “E’ compito dei cattolici – ha spiegato – vedere la presenza degli stranieri come un segno dei tempi, da cogliere in un’ottica umana, non come problema di ordine pubblico”. L’immigrazione e l’integrazione, dunque, affrontate non più come emergenza ma come opportunità. “Forse finora – ha detto ancora Olivero – il laicato cattolico non ha svolto un lavoro efficace e capillare. Sulla questione migratoria è la Lega ad esercitare oggi in Italia una vera egemonia culturale e politica”. Da qui la proposta delle Acli di “assumere l’inclusione sociale come paradigma di etica pubblica”: parole che nella concretezza significano innanzitutto riforma della cittadinanza, che deve essere riconosciuta alle seconde generazioni e agli immigrati residenti da almeno 5 anni che conoscano a sufficienza lingua e costituzione italiana. Ma significano anche pari opportunità di formazione e di lavoro, cultura dell’accoglienza, rispetto dell’altro.

 

Un tema su cui, sempre più spesso, torna ad esprimersi anche papa Benedetto XVI. “I cattolici devono cercare strategie e regole – ha detto il pontefice – che favoriscano l’inclusione degli immigrati. Superata la fase dell’emergenza, nella quale la Chiesa si è spesa con generosità per la prima accoglienza, è necessario passare a una seconda fase, che individui, nel pieno rispetto della legalità, i termini dell'integrazione. I cattolici devono promuovere le condizioni di un inserimento nelle nostre terre di quanti intendono, con il loro lavoro e il patrimonio della loro tradizione, contribuire alla costruzione di una società migliore di quella che hanno lasciato”.

di CS (21 ottobre 2010)

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