news
Italia
La voce comincia a diffondersi, non solo tra la stampa specializzata: il decreto flussi 2010 sarebbe in arrivo a breve, in Gazzetta Ufficiale forse già a novembre, a tre anni di distanza dall’ultimo, deciso nel 2007. A parlarne per primo, l’11 ottobre scorso, Il Sole 24 Ore: un via libera all’ingresso in Italia per lavoro a migliaia di extracomunitari, tra i 150 e i 170mila secondo stime e previsioni non ancora smentite dal ministero dell’Interno. Categoria privilegiata nei numeri, anche questa volta, quella di colf e badanti. Secondo la legge, il provvedimento dovrebbe riguardare solo gli stranieri ancora nel loro Paese, chiamati a distanza nella penisola dal datore di lavoro. Di fatto, però, il decreto flussi si è sempre trasformato in una specie di sanatoria mascherata per gli immigrati già in Italia senza permesso di soggiorno. Da non dimenticare che in molte città non sono ancora state smaltite le domande del 2007 e della sanatoria dell'anno scorso, proprio per le colf e le badanti, e che nell’aprile di quest’anno è già stato emanato un decreto flussi che ha autorizzato l’ingresso nel Paese di 80mila stagionali e 4mila imprenditori e artigiani. Al di là della Lega, dubbi sui nuovi ingressi di immigrati nel nostro Paese sono stati espressi negli ultimi tempi soprattutto dal mondo sindacale. A preoccupare è soprattutto la crisi economica che ha mandato sul lastrico migliaia di lavoratori, tra cui anche moltissimi stranieri. Come già raccontato da Mixa, a giugno 2010 erano 275.500 gli immigrati che avevano perso il lavoro. Molti si chiedono dunque che senso abbia far entrare in Italia altri 150 – 170mila extracomunitari avendone quasi il doppio già presenti e disoccupati. “Decisioni irrazionali, sanatorie mascherate” tuona la Cgil che vorrebbe, invece, una riforma della legge Bossi – Fini per consentire all’immigrato di non cadere nella clandestinità. “Questi decreti flussi non hanno senso nel nostro mercato del lavoro” sottolinea anche la Cisl che chiede, invece, una regolarizzazione di massa per gli irregolari che già lavorano in Italia in aziende, cantieri edili o famiglie.
di CS (18 ottobre 2010)
{ 0 Commenti }
Informativa privacy (art.13 D.Lgs. 196/03): il nome e l'indirizzo email che il visitatore conferisce non sono obbligatori al fine del presente servizio: se conferiti il nome e l'indirizzo e-mail vengono utilizzati esclusivamente per la gestione dei commenti da pubblicare nella bacheca. Le opinioni e i commenti nella bacheca e il nome in essa contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione nella bacheca. La diffusione dei dati del visitatore e di quelli rilevabili dai commenti inseriti deve intendersi direttamente attribuita all'iniziativa del visitatore medesimo; la Società garantisce che nessun altra ipotesi di trasmissione e/o diffuzoine degli stessi è prevista. In ogni caso il visitatore ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all'art.7 D.Lgs. 196/03. Si invita il visitatore a prendere visione della versione integrale dell'informativa privacy.